Riapertura scuole, Azzolina anticipa: ‘Sarà una scuola nuova’, ecco il piano task force per settembre

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Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, attende per giovedì prossimo la prima relazione del Comitato di esperti incaricato di far ripartire la scuola a settembre. Come anticipato dal quotidiano ‘Repubblica’ di oggi, lunedì 27 aprile, la ministra assicura che la scuola che troveremo a settembre sarà una ‘scuola nuova’.

Riapertura scuola a settembre, il piano della task force del ministro Azzolina

A settembre si ripartirà con il primo test di distanziamento a scuola, il più difficile di tutti, quello che riguarderà gli studenti che avranno riportato delle ‘insufficienze’ e che, quindi, saranno chiamati a recuperare i ‘debiti scolastici’.
Il Comitato di esperti sta lavorando per un ritorno in classe graduale e differenziato. Prima si dovrebbe affrontare, a metà settembre, la collocazione della fascia 3-14 anni, dall’infanzia alla scuola media inferiore, considerata indubbiamente la più problematica. Per l’infanzia e la primaria non viene ipotizzato l’uso delle mascherine mentre si prevedono per gli insegnanti e per tutti gli amministrativi.

Come dovrebbero cambiare le classi e le lezioni

La principale questione è quella riguardante la gestione degli spazi. La certezza è quella relativa al fatto che non ci saranno più 2 studenti per banco, in molti casi si metterà mano all’architettura interna delle classi: da oggi possono riaprire i cantieri di edilizia scolastica avviati e rimasti fermi per due mesi. Si prevedono banchi singoli e disposti in cerchio per mantenere le distanze e muri da abbattere per liberare metri quadrati di spazio.
Il rinnovamento dell’urbanistica interna porterà ad una rivoluzione delle classi: non solo dovranno essere spezzate in due per garantire le distanze, ma potranno essere mischiate per consentire lezioni diversificate.
La linea indicata da Marco Rossi Doria prevede che si possano immaginare delle lezioni all’aperto di Scienze e Arte, Geografia (nei mesi di settembre e ottobre) nei giardini e nelle piazze ma anche in musei e teatri non utilizzati la mattina. Tutto ciò produrrà un ampliamento del monte orario che dovrà essere pagato meglio (e su questo punto i sindacati starebbero già lavorando).

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