Interrogazione parlamentare su mense universitarie e soldi delle borse di studio

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa ricevuto dall’onorevole Iovino (Movimento 5 Stelle).

Interrogazione parlamentare su mense universitarie e soldi delle borse di studio

“In questo periodo di emergenza causata dal Covid-19, il Governo e il Parlamento si stanno sforzando per sostenere, con varie misure, gli studenti universitari in genere e soprattutto quelli più in difficoltà, sia a causa della condizione socio-sanitaria del Paese sia per le criticità di studio ed economiche che vanno affrontando.
Bisogna però fare di più specie sui territori, in particolare in termini di correttezza e sostegno sociale là dove dei servizi universitari o regionali, a tutti gli effetti pagati dagli studenti, non vengono erogati o non possono essere usufruiti pienamente, come nel caso delle mense universitarie.” Così il deputato Iovino (M5S), che ha presentato alla Camera un’interrogazione sulla questione rimborsi delle mense universitarie nazionali e in particolare della Campania.
“Gli studenti che per criteri di merito e di reddito rientrano tra i beneficiari delle borse di studio hanno diritto a poter mangiare gratuitamente nelle mense universitarie come stabilito nella normativa nazionale sul Diritto allo Studio, che contempla dei livelli essenziali di prestazioni (LEP), da garantire uniformemente sul territorio nazionale. Questo servizio viene detratto dall’ammontare in denaro della borsa di studio percepita dallo studente, in accordo ai regolamenti regionali.
Alcune Regioni e i rispettivi enti per il diritto allo studio, come è il caso della Campania e dell’ADISURC, causa emergenza Covid-19 non stanno erogando i servizi di ristorazione da quasi due mesi, eppure continuano a trattenere la relativa quota della borsa di studio, pur avendo le mense chiuse o inoperose, col fatto che moltissimi studenti fuorisede su tutto il territorio nazionale si trovano lontano dalle proprie sedi universitarie, data la sospensione delle attività didattiche e dei servizi corollari degli atenei.
Ho posto pertanto tale questione all’attenzione del Ministro Manfredi e così del Governo, affinché possano intervenire per tutelare il diritto allo studio e gli studenti in difficoltà in maniera uniforme sul territorio nazionale, legiferando d’urgenza sulla questione o almeno invitando le regioni e gli enti per il diritto allo studio a restituire il prima possibile i soldi delle borse di studio non utilizzati in servizi erogati gli studenti percettori di borse.
Specie in questo momento emergenziale la restituzione di quei soldi a studenti in difficoltà e così alle loro famiglie non è solo giusto e adeguato in termini di legge, ma può fare la differenza tra uno studente che lascia l’università e uno che prosegue il percorso di studi.”

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