Decreto scuola, Azzolina
Decreto scuola, Azzolina

Confusione ed anarchia. Sono questi i sentimenti suscitati nei docenti dopo l’intervista concessa a Maria Latella da parte del ministro Lucia Azzolina. La ricetta per superare l’emergenza del coronavirus e iniziare la Fase 2 per garantire la ripresa delle attività scolastiche non piace a nessuno. Sicuramente non agli insegnanti costretti a fare un doppio lavoro che in parte è esclusivamente di segreteria: compilazione di moduli vari e compilazione di verbali di consigli di istituto, etc. e da un altro lato perchè sottrae tempo prezioso normalmente dedicato alle altre attività quotidiane quali andare a fare la spesa, andare a riprendere i figli all’uscita di scuola, etc. Il focus è incentrato sulle modalità relative alla scuola secondaria. Prendendo in considerazione una classe, metà potrà fare lezione in presenza e l’altra metà tramite didattica a distanza.

Dispersione a doppio senso di marcia

Sembra di più il frutto di tante elucubrazioni sulle diverse soluzioni messe in campo dal Movimento 5 Stelle – scrivono nei gruppi fb – ossia eliminare le classi pollaio e ridurre la dispersione scolastica. Sicuramente lodevole l’impegno sempre profuso dal ministro per l’abolizione delle classi pollaio, si tratta di una battaglia condotta in sinergia con la senatrice Granato. Purtroppo c’è il rovescio della medaglia costituito dallo scoraggiamento di tanti insegnanti che di fronte alle difficoltà causate dall’utilizzo prolungato delle innovazioni tecnologiche, sono tentati di abbandonare l’insegnamento. Le parole del ministro Azzolina rivelano un’approssimazione francamente inaccettabile. Non è certamente questo il provvedimento organico che ci si attendeva dal Miur. In questo senso c’è perfetta sintonia tra genitori e docenti.

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