Scuola, Azzolina presa di mira per la didattica a metà: 'Solo un'ipotesi'
Scuola, Azzolina presa di mira per la didattica a metà: 'Solo un'ipotesi'

L’intervista di Lucia Azzolina, sabato pomeriggio, a SkyTG24 ha sollevato un vero e proprio polverone soprattutto per quanto riguarda il piano straordinario che il Miur sta mettendo a punto per settembre in vista della riapertura delle scuole.

Riapertura scuole, Lucia Azzolina nella bufera per ‘didattica a metà’

Sotto accusa le dichiarazioni del ministro in merito alla cosiddetta ‘didattica a metà’, ovvero metà alunni a far lezione in classe e metà a casa a seguire online. Come riportato dal quotidiano ‘Repubblica‘ (edizione di oggi, lunedì 4 maggio), i dirigenti scolastici mostrano tutta la loro perplessità sulla proposta e i sindacati, in particolare, sono sul piede di guerra contro il ministro Azzolina.
‘Il mondo della scuola ha bisogno di comunicazioni chiare non di annunci – ha dichiarato il presidente regionale Andis Alessandra Francucci mentre il presidente Anp, Antonello Giannelli afferma: ‘L’ipotesi della didattica mista non è di semplice attuazione, in ogni caso è necessario comunque potenziare la didattica a distanza anche nella prospettiva di un ritorno alle chiusure’.
Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, si difende affermando che si tratta solo di un’ipotesi e che si stanno studiando soluzioni flessibili che si dovranno adattare alle diverse fasce di età degli studenti, alle strutture scolastiche e anche alla specificità delle realtà territoriali.

Comitato di esperti Miur, Patrizio Bianchi: ‘Puntiamo sul riavere a scuola tutti i bambini’

Anche il capo del Comitato di esperti del Miur, Patrizio Bianchi, getta acqua sul fuoco delle polemiche: ‘Puntiamo sul riavere a scuola tutti i bambini, almeno gli alunni della primaria. Questo non significherà metterli nelle aule, comporterà una nuova didattica, quell’istruzione per piccoli gruppi che non abbiamo mai realizzato e che ora il dramma ci costringe a fare.
Per i bambini che inizieranno la primaria, probabilmente, le classi saranno da 10-12 alunni mentre per le classi successive, l’idea è quella di una sperimentazione di gruppi ristretti e che, magari, si ricompongono a seconda delle materie e degli spazi allargati.
Patrizio Bianchi, comunque, conferma le parole del ministro Azzolina: l’ipotesi mista didattica a distanza-didattica in presenza è ‘solo lo scenario zero da cui partire’.