Scuola, troppe ingerenze del ministro dell’istruzione: la scuola sotto scacco da un ex insegnante
Scuola, troppe ingerenze del ministro dell’istruzione: la scuola sotto scacco da un ex insegnante

La scuola è le ingerenze del ministro dell’istruzione, una ex insegnante di sostegno a capo del dicastero di Viale Trastevere. Un danno per tutti: dirigenti scolastici, docenti, alunni e famiglie. Questo in breve l’opinione di una nostra attenta lettrice.

Le ingerenze del ministro dell’istruzione: la scuola sotto scacco da un’ex insegnante di sostegno a capo del dicastero dell’Istruzione

Riceviamo e pubblichiamo un contributo giunto in redazione da parte di una insegnante torinese, a proposito delle ingerenze dell’attuale ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina su alcuni importanti temi che riguardano la scuola.

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La comunicazione istituzionale che ogni giorno giunge dal ministro Azzolina attraverso i media a proposito del mondo della scuola è un abominevole attacco alla libertà d’insegnamento. Questa, in sintesi, il contenuto della missiva giunta a noi e che vi riportiamo integralmente.

“Salve, vorrei sottolineare come per la prima volta in assoluto da quando svolgo questo importante lavoro mi trovo costretta a portare in bocca, non tanto la mascherina, ma un vero e proprio bavaglio professionale.

Risulta inconcepibile non potere svolgere nel pieno delle mie prerogative e in maniera totalmente libera la professione di insegnante perché un ministro della Repubblica Italiana, in assoluta autonomia, ha deciso qualcosa di incomprensibile che nulla ha a che fare con l’emergenza sanitaria attualmente in corso e che riguarda i lavoratori della scuola.

Dico questo per via delle ingerenze da parte dell’attuale ministro dell’istruzione Lucia Azzolina attraverso le sue costanti e quotidiane dichiarazioni “personali” sul mondo della scuola.

Probabilmente le sue parole si fondano su considerazioni personali, su esperienze pregresse e su fatti che la vedono coinvolta in quanto ex insegnante di sostegno della scuola pubblica italiana. Ma l’emergenza sanitaria non ha nulla a che vedere con il merito degli studenti.

Tuttavia, oggi Lucia Azzolina ricopre una carica verticistica all’interno della scuola pubblica italiana che non le consente in maniera assoluta di anteporre la sua pregressa esperienza professionale e le sue considerazioni private al compito a cui è chiamata a svolgere nel pieno dei sui poteri istituzionali.

Il punto è proprio questo. Come sappiamo, tra l’altro, il governo ha deciso di affidarsi alla preziosa collaborazione e alla consulenza di un comitato scientifico, il quale ha avuto e sta avendo il compito di esprimere un parere esclusivamente scientifico oltre che medico, in ordine alla pandemia in corso.

Il parere riguarda, nello specifico, aspetti attinenti alla salute di tutti noi. Le azioni derivanti dalle considerazioni medico scientifiche del comitato formato da illustri membri si limitano esclusivamente a questo.

Riesce difficile capire quindi come sia possibile, partendo proprio da queste premesse, che un ministro della Repubblica Italiana decida con la massima autonomia che tutti gli studenti a giugno siano ‘clamorosamente’ promossi.

Non si è tenuto conto, per esempio, di quegli studenti che già nei primi mesi di febbraio avevano abbondantemente superato il monte ore (il 25%), ritenuto indispensabile ai fini della validità dell’anno scolastico. E di certo, questo aspetto non è forse estraneo al mondo scientifico?

Sappiamo anche che alcune decisioni sarebbero solo finalizzate alla tutela della salute pubblica, ma adoperarsi in questo senso, tralasciando cioè alcuni capisaldi riguardanti aspetti normativi che hanno regolato fino ai primi giorni di marzo il sistema scuola lo trovo assolutamente superficiale e alquanto scorretto nei confronti di chi si è adoperato, in queste nove settimane e oltre, per assumere atteggiamenti corretti e sempre conformi alle regole del buon senso.

La superficialità con cui un ministro ha trattato gli insegnanti è davvero incomprensibile, probabilmente giustificata solo da interessi elettorali e politici. La decisione del ‘tutti promossi’ inoltre non ha nessun riscontro scientifico e soprattutto mi chiedo anche se si tratti o meno di una decisione personale. Se fosse così sarebbe di certo un fatto grave e suscettibile di ulteriori approfondimenti parlamentari.

Perché promuovere tutti, e soprattutto perché questa decisione sia giunta già a marzo, tre mesi prima della conclusione delle attività didattiche. Una visione futura del mondo della scuola che lascia perplessi tutti gli attori principali che fanno capo a questo mondo.

Uno schiaffo in faccia dunque, anzi una vera e propria sberla per quei docenti e per quei dirigenti scolastici che ogni giorno si sforzano a tenere alto l’umore degli studenti e delle loro famiglie.

Eppure, proprio nel bel mezzo di una emergenza sanitaria che ha consentito a tutto il personale scolastico di prodigarsi per non interrompere il contatto diretto tra la scuola e gli studenti, quelli ad essere stati defenestrati dal proprio ruolo di formatori sono stati paradossalmente gli stessi insegnanti. Il fatto più sconcertante è proprio quello che ha perpetrare un danno a questi professionisti sia stato un ministro che è anche un’insegnante.

La doccia fredda per gli insegnanti e per i capi d’istituto si è avuta proprio con le deprecabili dichiarazioni, ben tre mesi prima della fine delle attività didattiche, del ministro Lucia Azzolina a proposito della promozione di massa di tutti gli studenti. Un danno inimmaginabile (che si ripercuoterà negli anni a venire) sia per tutto il sistema scuola che per gli tutti gli studenti coinvolti.

Le domande alla ministra Lucia Azzolina

Ha pensato la ministra Azzolina come gli studenti recupereranno il gap, mi riferisco in particolare a tutti quegli studenti che non hanno seguito le lezioni? Ha considerato cosa significhi promuovere tutti, anche quelli che non andavano a scuola costantemente sin dai primi giorni di settembre? Ha considerato la posizione di debolezza e la perdita di autorevolezza dei Dirigenti Scolastici e dei docenti quando chiedono alle famiglie una partecipazione più costante dei loro figli alla didattica a distanza? Ha provato a comprendere cosa significhi per un insegnante non avere più credibilità, solo perché un Decreto ha deciso di mettergli il bavaglio? Ebbene, queste sono alcune delle risposte che la ministra Azzolina dovrebbe dare all’opinione pubblica e più in particolare al mondo della scuola!

Io so di certo che tutti gli sforzi messi in atto fino ad oggi dai Dirigenti Scolastici e dagli stessi docenti affinché gli studenti si connettano alle video lezioni e che studino, si sia rivelata un’impresa vana e assolutamente impossibile. Una situazione drammatica senza precedenti. Il ministero ha certificato il più colossale colpo di spugna della storia, non solo per quanto riguarda la meritocrazia, ma anche per quanto concerne la depauperazione della professione insegnante”.

M.F. docente di sostegno della scuola secondaria di primo grado – Torino