Proroga supplenze brevi, prevale la continuità didattica: la sentenza
Proroga supplenze brevi, prevale la continuità didattica: la sentenza

Come è risaputo, quando meditiamo il personale ATA, ci riferiamo a quei lavoratori all’interno di una realtà scolastica, svolgenti funzioni di tipo tecnico, ausiliario ed amministrativo. In poche parole, tutti quei professionisti che svolgono lavori di natura non didattica. Quelli che un tempo erano definiti bidelli, sono parte integrante del personale ATA.

Ricordiamo che l’accesso nelle scuole da parte degli ATA avviene attraverso graduatorie di I, II, e III fascia. Non c’è da meravigliarsi, dunque, che a volte l’accesso a tali graduatorie possa creare controversie. Negli ultimi tempi si è parlato della possibilità di accedere a dei ricorsi per il personale ATA II fascia. In questo articolo cercheremo di fare il punto della situazione su tale processo.

Ricorsi ATA: le possibili controversie

Come si legge da un recente articolo pubblicato sul portale La legge per tutti, la richiesta all’interno di una graduatoria del personale ATA, oppure la richiesta di aggiornamento dei dati inerenti, può generare controversie e lamentele da parte dei diretti interessati. Può capitare, infatti, che il candidato dissenta sul punteggio o l’inserimento riconosciutigli dalla scuola. E in questo periodo, sono molte le associazioni sindacali che propongono ricorsi collettivi proprio per casi del genere.

L’esito non è mai vincolante

In particolare, negli ultimi tempi, sono iniziati numerosi ricorsi da parte dei candidati esclusi, per l’accesso alle graduatorie di II fascia. I ricorsi vedono interessati non solo i docenti, ma anche il personale ATA. In alcuni casi, diversi lavoratori che hanno prestato servizio in qualità di ATA per almeno 30 giorni, anche non continuativi, si sono visti negare la possibilità di entrare in II fascia.

Questi ricorsi hanno un senso? A rispondere è lo stesso portale de La legge per tutti, che riferisce come tali azioni legali siano motivate dalla violazione da parte del MIUR del principio di eguaglianza. Spieghiamoci meglio: al giorni d’oggi l’accesso alle graduatorie di II fascia verrebbe negato a dei lavoratori che si ritrovano nello stesso status (oggettivo e soggettivo) di altri loro colleghi i quali, in passato, hanno avuto la possibilità di di accedere in II fascia. Ovviamente, come in tante altre cause, la sentenza per ricorsi di questo tipo non è univoca.