Unicobas Ragusa: comunicato stampa esami di maturità
Unicobas Ragusa: comunicato stampa esami di maturità

Il comunicato stampa UNICOBAS Ragusa sugli esami di maturità a firma del Prof. Giovanni TUMMINO. Ecco di seguito il contenuto della nota stampa UNICOBAS.

Signora Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, già dottoressa Lucia Azzolina, già Signora Lucia Azzolina.

A seguito delle innumerevoli Sue dichiarazioni spesso contraddittorie e ancor più intempestive (vedi l’annuncio della fine dell’anno scolastico già a marzo scorso e la conseguente promozione per tutti gli studenti di ogni ordine e grado e la successiva rettifica con conseguente balbettio e sì, forse, però, sulla corretta conclusione dello stesso senza nulla di scontato), abbiamo atteso trepidanti la bozza dell’Ordinanza sulla conclusione del corrente anno scolastico annunciata ormai puntualmente da settimane.

Noi veniamo da una Terra che è abituata alla “pazienza” e la pazienza che nasce dall’aver visto avvicendarsi le persone più disparate nella conduzione della Cosa Pubblica, ci ha portato alla formulazione di un pensiero che recita così: “più tempo si è impiegato a partorire una idea, più l’idea partorita è fallimentare”,

L’abbiamo attesa questa ordinanza e l’abbiamo letta con attenzione e anche dopo le rituali 5 pagine di richiami a leggi, norme, normucole e cavilli, ci siamo appellati alla nostra atavica pazienza per portare a termine la lettura del corposo documento.

E riteniamo di dover fare delle considerazioni.

L’art. 1 continua a dissertare  con linguaggio burocratese fatto solo di numeri di legge e di articoli già precedentemente citati, con il risultato di rendere di fatto inutili ben 6 pagine del documento.

L’art. 2 ci proietta, dalla fredda verbosità delle cifre delle leggi, direttamente in aula alle 08:30 del 17 giugno prossimo con il primo candidato seduto, tremante, difronte a noi che non riusciamo nemmeno a comprenderne il nome perché la paura e la mascherina che giustamente indossa distorcono le parole.

Qui Signora Ministra non riusciamo a capire la fretta di voler concludere ancor prima di cominciare il percorso di esami, perché ci sovviene che di norma il 17 giugno si sarebbe dovuta tenere la prima prova scritta, poi la seconda, poi le correzioni e quindi in un Paese che prima dell’emergenza coronavirus andava di fretta, prima del 25/26 giugno non ci sarebbero stati colloqui orali.

E via, anche di questo possiamo farcene una ragione. Non è certo la fine del mondo.

Signora Ministra, siamo appena all’art. 3 dell’Ordinanza e Lei ci richiama o ci rimanda a Decreti legge /legislativi diversi senza farne menzione del nome ma solo citando gli articoli o i commi o i sotto commi.

Signora Ministra! Un po’ di pietà! Se è vero che dobbiamo essere dei legulei ci fornisca gli strumenti per poterlo fare: da buon Dottore in Legge abbia almeno il buon gusto di essere chiara!

All’art. 4 comma 1 Lei, Signora Ministra, fa riferimento agli esaminandi esterni. Ora noi le abbiamo tante volte sentito far discorsi sulla integrazione, bene. Non ritiene che sarebbe stato più opportuno far sostenere gli esami preliminari prima dell’inizio della sessione di Esame di Stato e poi esaminare il candidato contestualmente agli studenti della classe in cui è stato inserito, in modo da farlo sentire uno studente qualunque di quella classe che probabilmente ritrova dopo aver interrotto per un paio di anni il suo percorso di studi, piuttosto che relegarlo da emarginato quando ormai le luci sul palcoscenico della scuola sono state spente? Inoltre non si capisce se a questo esame preliminare prenda o no parte il Presidente della commissione. Se il Presidente non farà parte della commissione di esame preliminare, che dovrebbe essere costituita solo dai membri del consiglio di classe, valgono le osservazioni precedenti. Nel caso in cui il presidente della commissione di esame finale farà parte di quella di valutazione intermedia ci pare che il candidato sia svantaggiato perché verrebbe ad essere esaminato due volte dalla stessa commissione e questo a noi pare essere un abuso nei confronti dei candidati esterni.

Con l’art. 9 la Sua attenzione è rivolta al fatidico e fantomatico documento del 15 maggio, posticipato al 30 di maggio, che se di norma è stato considerato una inutile scartoffia, immagini Lei che importanza possa rivestire tale documento in tempi di coronavirus e per di più con un percorso formativo semplificato per la situazione. E allora Signora Ministra snelliamo questa Ordinanza oltre a snellire questo fantomatico documento!

Signora Ministra abbiamo voluto tralasciare il comma 4 dell’art. 14 dove si chiede nel caso di commissari presenti in più commissioni di stabilire con un accordo la classe con cui iniziare l’esame, questo, in barba alla trasparenza ed alla semplificazione del procedimento possiamo anche concederglielo.

All’art. 16 comma 1 Lei ci rimanda all’art 17 del decreto legislativo, avrebbe potuto almeno dirci quale. Poi alle lettere a), b) e c) del comma 2 fa un copia e incolla di riferimenti passati, per la verità un po’ come facciamo noi comuni mortali ma Lei rappresenta il Ministero,  che auspicano una relazione o un percorso multimediale per PCTO (alternanza scuola lavoro per intenderci), evidenziano una netta contraddizione: avevamo letto e capito, ascoltando le sue dichiarazioni, che il PCTO per questo anno scolastico non sarebbe entrato nell’Esame di Stato e che forse, in modo così puntuale, non ci sarebbero entrate neppure le competenze di “Cittadinanza e Costituzione”. Ma non finisce qui, subito dopo Lei dispone che

“La sottocommissione provvede alla predisposizione dei materiali di cui all’articolo 17 comma 1, lettera c) prima di ogni giornata di colloquio, per i relativi candidati. Il materiale è costituito da un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema ed è finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, la sottocommissione tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze svolte, con riguardo anche alle iniziative di individualizzazione e personalizzazione eventualmente intraprese nel percorso di studi, nel rispetto delle Indicazioni nazionali e delle Linee guida”.

Ora noi non vogliamo essere cavillosi ma abbiamo la sensazione anzi la certezza, perché noi, a differenza Sua e del nugolo di consiglieri Esperti di cui si circonda, dentro la scuola ci viviamo, che fatta eccezione per la mancanza delle due prove scritte l’esame è esattamente identico a quello che si sarebbe dovuto fare in assenza di una situazione emergenziale come la presente. Ci intenda Signora Azzolina, non auspichiamo un esame semplicemente assente o farsa, ma un esame in cui i docenti del corso, che conoscono gli studenti, possano spaziare sugli argomenti e i modi in cui sono stati svolti in quest’ultimo anno di corso, con la coscienza di esaminare ogni studente secondo le sue conoscenze, capacità e, se ci sono, competenze. Senza comunque ingabbiare il percorso in dei diktat di vetero memoria.

Riteniamo cioè che sarebbe stato sufficiente fermarsi a

“Le prove d’esame di cui all’articolo 17 del Decreto legislativo sono sostituite da un colloquio, che ha la finalità di accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale dello studente. 2. Ai fini di cui al comma 1, il candidato dimostra, nel corso del colloquio: a) di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline, di essere capace di utilizzare le conoscenze acquisite e di metterle in relazione tra loro per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera”;

E poi alla luce di questi due commi dell’art. 16 noi, Signora Azzolina, fatta eccezione per le specifiche del Baccalaureat dei corsi EsaBac, avremmo certamente evitato di scrivere gli artt. 17 e 18.

Il comma 3 dell’art. 17 è la chiave di volta di tutto l’Esame di Stato da Lei intensamente pensato

“La commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio, della durata complessiva indicativa di 60 minuti”.

già, dopo aver assicurato gli studenti che l’esame non sarebbe stato una farsa, che si sarebbero valutate adeguatamente e senza inveire i loro percorsi, che si sarebbe tenuto conto delle condizioni in cui si è svolta la didattica nell’ultimo periodo, Lei si è industriata, ai commi 1 -2 e 4 nel rendere l’esame corposo, complesso e pauroso al contempo, attribuendo in parte la responsabilità di un eventuale fallimento dello stesso ai docenti delle discipline di indirizzo (comma 1 lettera a); nella parte centrale dello stesso comma 1 lettera a) prima lo semplifica, ordinando che il testo di un elaborato individualizzato venga consegnato allo studente entro il 1° giugno, studente che avrà cura di restituirlo svolto entro il 13 giugno e poi, con il comma 3 lo vanifica del tutto. Perché Lei Signora Azzolina con un suntuoso giro di parole ha costruito un castello, un Esame di Stato della durata di non meno di 120-150 minuti, per poi asserire che era solo di sabbia.

Ecco Signora Ministra, noi per poter parlare con Lei, una lettura veloce alla Sua Ordinanza l’abbiamo data. Abbiamo insistito su alcune questioni che ci stavano a cuore e ne abbiamo tralasciate altre, magari sbagliando nella scelta delle cose da attenzionare.

Infine,

Grazie Signora Ministra dell’Istruzione per il tempo che ci ha voluto dedicare tra gli innumerevoli impegni Burocratici/Amministrativi che ha da portare a termine in questi giorni e un grazie da parte degli Studenti (sic!) per aver Semplificato l’Esame di Stato che si accingono a sostenere in un momento così delicato della nostra storia.

Unicobas Scuola & Università Ragusa

Il Segretario Provinciale, Prof. Giovanni TUMMINO