Governo e Decreto Rilancio, Renzi lancia la sfida a Conte e chiude all'ipotesi 'rimpasto'

Abbiamo riportato questa mattina le indiscrezioni pubblicate da ‘Il Giornale‘ in merito ad un possibile rimpasto di governo in vista della prossima estate: tra l’altro uno dei nomi maggiormente a rischio sarebbe proprio quello della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, più di una volta criticata dalle stesse forze di maggioranza come LeU e PD.

Rimpasto nel governo? La ministra Azzolina sarebbe a rischio

Per non parlare di Italia Viva di Matteo Renzi. L’ex premier non ha esitato, nelle ultime settimane, a lanciare bordate all’indirizzo della titolare del dicastero di Viale Trastevere oltre che al premier Conte. Una certa invidia per quelle ‘poltrone’ occupate un tempo e che ora appartengono ad altri? Il Presidente del Consiglio, per ora, fa spallucce, troppo preso dalla fase 2 coronavirus e dalle continue proteste provenienti dalle Regioni, soprattutto per quanto riguarda la ripresa economica nel nostro Paese.
Il Decreto Rilancio (ex Decreto Aprile che poi sarebbe dovuto diventare Decreto Maggio….) non ha mancato di destare più di una perplessità e all’orizzonte si profila persino l’idea di un possibile rimpasto di governo per evitare scenari politici decisamente inappropriati visto il momento particolarmente difficile che sta vivendo il nostro Paese.
In questo clima così conflittuale, Augusto Minzolini, sul quotidiano ‘Il Giornale’, ha riportato le parole che Matteo Renzi avrebbe rivolto ad un suo fedelissimo in merito all’ipotesi di un rimpasto di governo.

Renzi respinge l’idea rimpasto ma immagina un cambio premier

‘Il rimpasto? È una cazz*** megagalattica – avrebbe detto l’ex Presidente del Consiglio e ora leader di Italia Viva – c’è stato il Conte Uno, il Conte Due e adesso che facciamo? Il rimpasto. Ma su! Se dovessi chiedere un rimpasto, chiederei il cambio del premier. L’unica misura davvero efficace di questo decreto è l’azzeramento dell’Irap che abbiamo chiesto noi. Nel provvedimento manca una visione. Ora andiamo al confronto con Conte – così lancia la sfida Renzi – consapevoli che non bastano più misure tampone, che solo un accordo sul piano shock da 100 miliardi di investimenti nelle opere pubbliche, sul modello del ponte di Genova, ci darebbe un motivo valido per restare in questo governo’.