Decreto agosto, OK Senato al maxi-emendamento: le novità per la scuola
Decreto agosto, OK Senato al maxi-emendamento: le novità per la scuola

A quanto pare si è in dirittura d’arrivo per quanto riguarda l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto e la loro trasformazione in graduatorie provinciali. Il si unanime in Senato oramai pare essere scontato e ad esultare per primi sono i sindacati che da sempre hanno chiesto la riapertura di queste graduatorie. Primo tra questi è senza dubbio il sindacato Anief.

Graduatorie d’Istituto Provinciali: si vincerà una battaglia o tutta la guerra? In cantina quasi sicuramente le MAD

L’emendamento al DL 22 che riguarda questa importante tematica è stato depositato in questi giorni dalla senatrice pentastellata Luisa Angrisani. Il testo emendativo ricalca per buona parte quello presentato dal sindacato Anief.

Il contenuto della nota normativa istituisce appunto le succitate graduatorie e il loro aggiornamento attraverso una formale riapertura mediante una procedura totalmente informatizzata. L’emendamento punta anche a trasformare tali graduatorie (chiamate prima d’Istituto) non più sulla base delle singole istituzioni scolastiche ma su un ventaglio di istituti insistenti su un territorio più ampio, ovvero quello provinciale.

Questa procedura dovrebbe evitare di ricorrere il più possibile alla consueta roulette delle MAD (messe a disposizione). Le Mad in questi ultimi anni hanno rappresentato la norma per ciò che ha riguardato le supplenze durante il corso dell’anno scolastico, in mancanza del personale di ruolo. Adesso, con l’istituzione a regime delle nuove graduatorie provinciali, difficilmente si farà ricorso alle chiamate incontrollate sulla base delle disponibilità, soprattutto ad anno scolastico iniziato.

Resta indubbio che tutto questo rappresenterà per i tanti neo laureati una triste consolazione. Pensiamo per esempio ai tanti aspiranti insegnanti che in questi anni si sono ritrovati catapultati tra i banchi di scuola, possedendo solo ed esclusivamente il titolo di laurea e senza essere in possesso di nessuna abilitazione all’insegnamento. Non parliamo poi di coloro che hanno seguito alunni disabili senza per questo possedere non solo la giusta esperienza ma neanche il titolo di specializzazione per gli alunni con disabilità.

Insomma, sinora la scuola ha assicurato uno stipendio mensile a qualcuno che per ripiego, o per mancanza di altre opportunità, ha trovato il modo e le ‘porte spalancare’ per poter far parte del mondo della scuola senza di fatto averne titolo oltre che esperienza. Adesso a tutto questo bisogna poter mettere un freno. Tali graduatorie rappresenterebbero un autentico deterrente per creare una sorta di filtro per la scelta del personale supplente a partire dai primi giorni di settembre.

Graduatorie d’Istituto Provinciali e la proposta di Anief: potrebbero servire per le immissioni in ruolo 2020/2021 in caso di GaE e GM esaurite

Ritornando all’emendamento presentato da Anief, bisogna ricordare che il suo presidente Marcello Pacifico ha anche proposto al governo di utilizzare le prossime graduatorie provinciali per le immissioni in ruolo nell’anno scolastico 2020/2021. La proposta di Pacifico si basa sulle preoccupazioni evidenti del Governo e di tutti i sindacati scolastici in vista dell’elevato numero di supplenze necessarie a coprire i posti vacanti a settembre. Si parla di un vero e proprio esercito di formatori e di rispettive cattedre vuote. Sarebbero infatti circa 250 mila le cattedre da assegnare a supplenza a partire dagli ultimi giorni di agosto 2020 con le convocazioni prima dell’inizio delle attività didattiche.

In questo contesto di consenso trasversale, almeno per quanto riguarda la riapertura delle graduatorie d’istituto e la loro trasformazione in provinciali, le dichiarazioni di Marcello Pacifico sono eloquenti: “Se le cose andranno così, – chiarisce Pacifico – come ormai sembra, avendo ormai trovato il consenso politico trasversale, diventa ancora più importante che il Parlamento dia la possibilità di assumere in ruolo i precari da quelle stesse graduatorie provinciali, certamente solo laddove le GaE e le graduatorie di merito risultino senza più candidati. L’idea, avallata anche dalla Consulta con la sentenza, n. 77 del 25 febbraio 2020, non è comunque recentissima, visto che lo stesso M5S l’ha portata a lungo avanti durante la scorsa legislatura” conclude il presidente di Anief.