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Quali novità prevede il Decreto Rilancio del Governo per stipendi e tasse? I provvedimenti decisi dal documento presentato dal premier Giuseppe Conte mirano a evitare ‘un’emorragia di liquidità’ nelle famiglie italiane. Ne parla Il sole 24 Ore.

Stipendi e tasse: cosa prevede il decreto Rilancio?

Il Decreto Rilancio prevede che fino al 31 agosto siano sospesi i pignoramenti degli stipendi antecedenti la data di entrata in vigore del DL. Ciò significa che le somme in oggetto ritornano al debitore, che ne ha piena disponibilità. Il decreto non menziona pignoramento del conto corrente o dell’affitto, per cui per queste forme non ci sono sospensioni. Inoltre sono previsti i seguenti provvedimenti:
  • tra l’8 marzo e il 31 agosto è vietato notificare cartelle di pagamento, atti di pignoramento e misure cautelari,
  • per lo stesso periodo sono sospesi i versamenti delle rate mensili dei piani di rientro con l’agente della riscossione,
  • il periodo di tolleranza delle dilazioni non scadute è elevato da cinque a dieci rate non pagate,
  • per tutte le rate delle rottamazioni scadute o in scadenza nel 2020, il pagamento effettuato senza interessi entro il 10 dicembre comporterà la conservazione degli effetti della sanatoria,
  • i debitori decaduti dalle definizioni agevolate al 31 dicembre 2019 possono presentare una nuova domanda di dilazione.
  • integrazione del contributo dovuto dall’agenzia delle Entrate all’Ader, a causa dei minori incassi derivanti dalla legislazione emergenziale.