Scuola, Esami di Maturità 2020: ecco il Protocollo di sicurezza, le regole per docenti e studenti

Il Protocollo di sicurezza, contenente le linee guida del Comitato tecnico scientifico per lo svolgimento degli Esami di Maturità 2020, è stato trasmesso al Ministero dell’Istruzione ma, come sottolineato da ‘Orizzonte Scuola’, manca ancora la firma dei sindacati e potrebbe essere ancora soggetto a delle modifiche.

Protocollo di sicurezza per lo svolgimento degli Esami di Stato in presenza

Secondo le linee guida, il Presidente della commissione e i commissari dovranno indossare le mascherine e l’ambiente d’esame dovrà permettere il distanziamento di almeno 2 metri, nonché essere dotato di finestre per effettuare il ricambio dell’aria.
Ciascun candidato, unitamente al suo eventuale accompagnatore, sarà tenuto ad indossare una mascherina.

Inoltre, i docenti, all’atto della convocazione, saranno tenuti a dichiarare quanto segue:

  • di non avere febbre a 37.5 gradi nel giorno di insediamento della commissione e nei tre giorni precedenti
  • di non essere stato in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni
  • di non essere stato a contatto con persone positive, per quanto di loro conoscenza, negli ultimi 14 giorni.
I ragazzi, dunque, torneranno a scuola con la mascherina, portata da casa, non dovranno farsi misurare la febbre all’ingresso, né mettersi i guanti: per essere ammessi nell’aula dell’esame basterà lavarsi le mani con gli igienizzanti. Potranno arrivare con un solo accompagnatore.
I candidati dovranno arrivare al massimo un quarto d’ora prima dell’inizio della prova, saranno avvisati via mail dell’appuntamento e se devono usare i mezzi pubblici, avranno la priorità sugli altri viaggiatori, anche se il Comitato tecnico scientifico ha consigliato di arrivare ‘con mezzo proprio’.
Banchi e cattedre dovranno rispettare il distanziamento dei due metri, le aule saranno pulite a fondo ogni giorno.

Un Esame di Maturità che, come scrive ‘Il Corriere della Sera’, ha visto le proteste dei sindacati, sono arrivate la presa di posizione dell’Associazione nazionale dei presidi che sconsigliava l’esame in presenza e la tensione con Consiglio superiore della pubblica istruzione sull’idea di tornare a scuola. Ma la ministra Lucia Azzolina vuole andare avanti: se la situazione lo permette, l’esame deve essere in presenza.