Riapertura scuole, il messaggio di Lucia Azzolina sulle Linee guida

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha risposto sul quotidiano ‘La Stampa‘, al filosofo Massimo Cacciari che, in una lettera inviata al giornale torinese, aveva parlato di ‘una tradizione che dura da più di due millenni e mezzo e che non può essere allegramente rimpiazzata dai monitor dei computer o dalla distribuzione di tablet.’

Azzolina: ‘Il dibattito che la scuola quotidianamente alimenta è un’occasione unica’

Azzolina parte dal fatto che ‘l’attenzione che si è riversata in queste settimane sulla scuola è in parte frutto delle difficoltà che il nostro settore sta vivendo. Ma è anche la dimostrazione di una rinnovata consapevolezza della sua importanza. Il dibattito che la scuola quotidianamente alimenta è un’occasione unica: dobbiamo cercare tutti di orientarlo nella direzione giusta. Serve un confronto franco, lucido, ma che soprattutto sia da stimolo per raggiungere soluzioni che guardino al bene degli studenti. Serve collaborazione.’

‘Della didattica a distanza non dobbiamo avere paura. Paura che spesso è anche sospetto, rifiuto’

La ministra torna a parlare della chiusura delle scuole, una decisione molto sofferta. ‘Il sistema scolastico però ha tenuto, ha reagito. Anche grazie alla didattica a distanza, unica vera alternativa, per settimane, all’abbandono degli studenti. Non è stata sostitutiva delle lezioni in classe: questo nessuno lo ha mai sostenuto. Facciamo didattica a distanza perché non possiamo riaprire le scuole in sicurezza. Non il contrario. Tuttavia, della didattica a distanza non dobbiamo avere paura. Paura che spesso è anche sospetto, rifiuto. Serve invece il coraggio di ammettere che la cosiddetta “Dad” ha tamponato un’emergenza e sta accompagnando un settore ferito dall’emergenza verso la convalescenza.’

‘Riapriremo le scuole. Ma sarà anche necessario avere scuole più aperte’

‘Nel dibattito pre-Covid – prosegue la ministra – la scuola italiana era spesso definita arretrata, anche a causa della sua inadeguatezza dal punto di vista della strumentazione tecnologica. I docenti italiani conoscono bene la complessità, spesso la frustrazione, di organizzare una lezione in classe senza connessione Internet’. Secondo la ministra, ignorare il digitale sarebbe pericoloso, ‘impariamo a parlare la lingua dei giovani. Questa è la sfida. Questo è il dibattito che mi aspetto di ascoltare e al quale l’intera classe docente italiana so che vuole partecipare. Impariamo a vivere il digitale con complicità, non con estraneità. Credo sia davvero l’unico modo di valorizzarne l’utilizzo. Riapriremo le scuole. Ma sarà anche necessario avere scuole più aperte.’