Fase 2, per Enrico Rossi è un errore non occuparsi della scuola
Fase 2, per Enrico Rossi è un errore non occuparsi della scuola

Enrico Rossi, presidente della regione Toscana, ha espresso alcune perplessità sulle decisioni prese riguardo la Fase 2. Rossi nutre molta premura per la situazione scolastica. Come sappiamo gli istituti in Italia saranno chiusi fino alla fine dell’anno scolastico prevista per il mese di giugno. la data della chiusura varia a seconda della regione. Enrico Rossi ha lamentato: “Trovo stupefacente l’abbandono della scuola: non ci si preoccupa di dare norme di garantire, di verificare alternative.” 

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Il presidente della regione Toscana ha usato il termine di “riaprire tutto”. Rossi si è riferito al nuovo status quo in vigore da lunedì scorso, come se fosse un vero e proprio “liberi tutti”. In tale contesto, a detta del politico, nessuno si preoccupa del futuro della scuola. Un errore, a detta del presidente della Toscana, che non avrebbe riscontrato in altri paesi europei.

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Fase 2: il punto della situazione sulla scuola secondo Rossi

Il presidente della regione Toscana Enrico Rossi ha aggiunto: “Io ero intervenuto suggerendo di ampliare gli spazi: si poteva stabilire che certe scuole potevano riprendere, sotto stretto monitoraggio, magari con turni che si alternassero, con l’utilizzo anche di spazi come quelli associativi, o delle palestre”.

Dunque, secondo Enrico Rossi “si sarebbe dovuto anche fare uno sforzo per assumere insegnanti: abbiamo bisogno, anche qui come per la sanità di recuperare tutti i tagli che ci portiamo dietro da 10 anni a questa parte.” Secondo Rossi l’Italia si sta affidando alla DAD, per cui bisogna ringraziare gli insegnanti, che hanno dovuto adeguarsi a questa alternativa all’insegnamento frontale. Dunque, tutto è stato rinviato al 15 giugno quando saranno riaperti i centri estivi.

Cagliari in piazza per la riapertura a settembre

Come si legge dall’Unione Sarda, Cagliari scenderà in piazza per la riapertura degli istituti scolastici senza l’intermediazione della didattica a distanza. L’appuntamento è stato fissato per venerdì prossimo al Bastione di Saint-Remy. I primi chiamati in causa sono quei genitori che non vogliono che i figli continuano a seguire le lezioni da pc. In realtà, l’iniziativa è di carattere nazionale, si prevede che le manifestazioni ci saranno in numerose città dello Stivale per spronare il governo a lavorare sull’anno scolastico 2020/2021.