Abilitazione Diploma/Laurea + 24 CFU:
Abilitazione Diploma/Laurea + 24 CFU: "Non bastano le sentenze per fare giurisprudenza"

In questi anni e in questi mesi abbiamo più volte pubblicato articoli e comunicati stampa riguardanti le sentenze a favore di docenti ricorrenti in possesso di diploma/laurea e dei famosi 24 CFU. Le vittorie sono state quasi sempre conseguite grazie al patrocinio di alcuni Studi legali o di varie associazioni sparse in tutto il territorio del Paese.

Abilitazione Diploma/Laurea + 24 CFU: ‘Ogni giorno i Giudici danno ragione ai ricorrenti’

La giurisprudenza però, per fortuna, a volte è come l’acqua che si infiltra nelle insenature, riuscendo persino a corrodere anche i ferri più duri. In questo caso la metafora è quanto mai attinente all’argomento trattato: tutte le sentenze a favore dei ricorrenti e relative a questo argomento hanno fatto e continuano a fare giurisprudenza.

Di tutto questo è consapevole anche il Governo, anche quelli precedenti, tutti nessuno escluso. Le sentenze pregresse sappiamo che costruiscono un quadro ben preciso, mattone dopo mattone, circa l’impianto normativo e delineano in futuro quella che più tardi diventerà la norma (almeno si spera).

Le sentenze hanno sottolineato la non conformità del diritto interno alla norma sovranazionale. Infatti, la direttiva 2005/36/CE impone, assieme al relativo Decreto attuativo, il possesso di una qualifica professionale idonea e sufficiente al fine di esercitare una professione regolamentata, come l’insegnamento.

In questo caso specifico però la norma interna ancora non giunge. Si è costretti purtroppo, dopo tanti anni, a doversi recare presso le associazioni dei docenti, presso le sedi sindacali e peggio ancora presso gli studi legali (in questo caso bisogna avere anche un portafogli abbastanza capiente) per ricorrere contro l’attuale ingiustizia subita per vacatio legis.

Intanto passano gli anni e i contenziosi aumentano, i faldoni crescono così come le preoccupazioni. Quello che si sa è che chi possiede un diploma o una laurea e i 24 crediti firmativi universitari (conquistati con fatica) e chi ha la forza e il coraggio di ricorrere, con buone probabilità, la spunterà. Oramai lo sancisce qualsiasi tribunale del Lavoro del nostro Paese. L’unica amministrazione che fa finta di nulla è proprio il Ministero dell’Istruzione, sempre consapevole di dover soccombere al volere dei Giudici.

Indispensabile una norma per porre fine ai contenziosi con la sconfitta del MI

Una situazione che va avanti oramai da anni, senza per questo porre le basi per risolvere una volta per tutte e in maniera seria oltre che definitiva questo pandemico status quo. Ovviamente, il tutto si traduce anche in continui esborsi finanziari da parte del MI a danno del contribuente e nello specifico caso, la mancanza di risorse economiche lamentate dal mondo della scuola probabilmente dipendono indirettamente da questo aspetto.

Intanto si sta a guardare. Prima vengono le cose più gravi. Prima bisogna risolvere altri problemi. Questa è la linea assunta in questi anni dal ministero e dai governi che via via si sono susseguiti.

Non è forse il caso di prendere una decisione concreta su questo aspetto? Non sarebbe forse più giusto eliminare questa mole di contenziosi, cercando di normare il particolare caso di cui in oggetto? Non lo chiede Scuolainforma, lo chiede esclusivamente il buon senso, lo stesso che qualche volta pare essere sconosciuto ad una classe politica sempre più sorda e cieca rispetto ai problemi reali dei lavoratori della scuola e della gente comune della nostra Nazione.