Rossano Sasso

Riapertura scuola – Ecco l’intervista esclusiva di Scuolainforma all’On. Rossano Sasso (Lega), componente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera dei Deputati e anche della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

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Riapertura scuola: l’intervista esclusiva di Scuolainforma a Rossano Sasso (Lega)

Onorevole Sasso, se ne avesse il potere, quale sarebbe la prima cosa che farebbe in questo momento per aiutare la scuola, quella che considera una priorità assoluta?

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‘La stabilizzazione dei precari senza se e senza ma, perché stabilizzazione dei precari vuol dire innanzitutto continuità didattica e quindi ne gioverebbero anche gli alunni e purtroppo ancora oggi nel 2020 si trovano spesso a dover cambiare 2-3-4 insegnanti nel corso dell’anno scolastico Dopodiché pensiamo anche a circa 200mila italiani che da precari non possono pensare a un progetto di vita futuro, non possono mettere in moto l’economia perché un insegnante di ruolo può metter su casa, può contrarre un mutuo, può spendere soldi, può metter su famiglia, è un circolo che si mette in moto e di conseguenza se io potessi questa sarebbe sicuramente la prima cosa’.

Onorevole Sasso, quella che ha Lei stesso definito ‘la cattiva scuola di Azzolina’, in che misura sta danneggiando il mondo scolastico?

‘Innanzitutto avere il capo dell’Istruzione italiana che si diletta a riversare diffidenza verso una grande parte di lavoratori dell’Istruzione non è un buon esempio, andare in diretta televisiva e scusarsi con i precari com’è successo la sera del 6 aprile insieme al presidente Conte perché non si riusciva a garantire un diritto agli insegnanti quelli di terza fascia, garantire l’aggiornamento e il nuovo inserimento nelle graduatorie non è stata una cosa bella.

Avere il 33% dei nostri ragazzi tagliato da ogni forma di didattica a distanza non è assolutamente una buona scuola e soprattutto avere numerosi esponenti del MoVimento 5 Stelle che sono in commissione scuola, cultura e istruzione, addirittura, arrivare al punto di insultare i lavoratori della scuola non è una cosa bella. La cosa che più rimprovero, per questo ho usato il termine cattiva scuola, è che questo ministro non ha nessuna voglia di ascoltare: un buon politico dovrebbe saper recepire, mediare, non per forza accontentare ma almeno ascoltare. Questo ministro che non ascolta e lo stiamo vivendo drammaticamente in queste ore dove il M5S sta tentando in tutti i modi di falcidiare gli emendamenti della stessa maggioranza. Mi riferisco al decreto scuola che sta per essere approvato al Senato e poi ci sarà il passaggio successivo da noi alla Camera.’

Riapertura della scuola a settembre: ma secondo Lei il Miur ha le idee chiare su cosa fare e non lo dice, o annaspa ancora nel buio?

‘Io penso che il Miur si stia perdendo tra super esperti, comitati vari tecnico scientifici che hanno partorito finora, immagino, visto che lo ha detto la Azzolina, la brillante idea di partire lasciando i bambini tre giorni a scuola e tre giorni a casa.

Io provengo da quel mondo li, ho due bambine che vanno a scuola le dico da persona che vive la scuola tutti i giorni che una soluzione del genere sembra essere stata partorita da uno che arrivi da Marte perché pensiamo per un momento a una mamma o a un papà che per tre giorni alla settimana devono accompagnare i figli a scuola e altri tre giorni lo debba avere a casa nella didattica a distanza.

L’Italia è l’unico Paese in cui la scuola non ha più riaperto, è l’unico Paese in cui non si sa in che modo potrà riaprire a settembre: questo lascia nello scompiglio milioni di famiglie italiane, mi riferisco soprattutto alle famiglie dei più piccoli.

Provi ad immaginare i bambini che andranno in prima elementare: impareranno a leggere e a scrivere davanti ad un computer? Io penso che una direzione seria del Ministero dell’Istruzione, a quest’ora, avrebbe stabilito già in che modo avviene. La ministra Azzolina parla di 1000 cantieri nelle scuole per poter consentire spazi più ampi, aule che non siano pollaio come si suol dire. Guardi io di scuole ne frequento tante, per conoscenza diretta e indiretta non ho visto una sola gru partire. Abbiamo già perso tre mesi di tempo: mancano tre mesi all’apertura della scuola, io spero che dalle parti di Viale Trastevere si sveglino e si rendano conto che la realtà è diversa dalla fantasia delle riunioni dei comitati scientifici tecnici del Ministero dell’Istruzione.’

Leggi la seconda parte dell’intervista.