La 'parola' in grado di riformare la scuola
La 'parola' in grado di riformare la scuola

Una parte della classe potrebbe seguire lezioni in aula, mentre l’altra a casa tramite didattica a distanza. Tuttavia, secondo quanto si legge su ‘L’Unione Sarda’, si starebbe optando anche per delle mini lezioni da 45 minuti l’una, comprensive dello stesso organico, ma organizzando il lavoro in maniera diversa. Al momento nulla di concreto, solo una delle varie opzioni su cui la task force istituita dal ministero dell’istruzione e presieduta dal professor Bianchi sta lavorando per la riapertura della scuola.

Scuola, Giannelli: ‘Sono solo ipotesi di lavoro’

Riguardo la possibilità di svolgere mini lezioni in aula, oppure metà classe in presenza e l’altra metà a casa tramite DAD, il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha confermato che queste sono solamente “ipotesi di lavoro”. Giannelli ha precisato: “Tuttavia, posso dire che fare lezioni di 45 minuti l’una non è un problema.”

In effetti, l’autonomia scolastica prevede ciò. Nel caso in cui sia preferibile fare lezione per 45 minuti anziché 60, questo è legittimo e, di conseguenza, l’orario si può tranquillamente rimodulare. Secondo Giannelli ciò “potrebbe avere un senso, soprattutto se c’è metà classe in aula e metà a casa”. 

A settembre si potrebbe tornare a scuola

Tuttavia, secondo Antonello Giannelli è legittimo prevedere che a settembre si potrebbe tornare a scuola. Certo, è ancora presto per dire se la lezione frontale sarà continuativa senza eventuali interruzioni per cause di forza maggiore. Tutto dipenderà dall’andamento del Coronavirus nel nostro paese.

L’ipotesi della mini didattica con lezione da 45 minuti consentirebbe di dividere ciascuna classe in due gruppi che si alternerebbero. Ognuno di essi farebbe un tot ore di lezione in aula ed un tot caratterizzato da lavori di svolgere a distanza. Oppure, si potrebbe fare in quest’altro modo: mentre un gruppo fa lezione in un’aula, l’altro potrebbe farlo in un locale diverso.

Un maestro delle elementari: ‘La scuola a distanza è una scuola ferma’

TGR Trento ha intervistato Giuliano Gardumi, maestro delle elementari operante presso la scuola primaria Dante Alighieri di Rovereto. Gardumi ha espresso alcune opinioni personali circa l’attuale situazione scolastica. Studiare a distanza, per un bambino, non è certo facile, a maggior ragione senza le dissertazioni da parte del maestro.

Giuliano Gardumi ha detto al riguardo: “Non dobbiamo mai dimenticare che la scuola connessa, la scuola a distanza, è una scuola ferma, non è assolutamente una scuola che può progredire, perché può aiutare veramente poco, specialmente i bambini di un certo livello di istruzione”.