Concorso straordinario docenti, ecco come sarà la nuova prova scritta
Concorso straordinario docenti, ecco come sarà la nuova prova scritta

Il concorso straordinario è uno dei temi maggiori riguardanti la scuola in questi ultimi mesi. Il Movimento Cinque Stelle ha ribadito il suo punto di vista sull’impossibilità di svolgere un concorso di selezione per soli titoli e servizi. Al partito sta a cuore l’istruzione italiana ed in un post comparso sul Blog delle stelle è stato fatto sapere come sia stato fatto il possibile per garantire il rilancio di questo settore, nonostante la situazione alquanto critica dovuta all’epidemia da Covid-19.

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Come informa il M5S sono stati spesi 800 milioni per l’edilizia scolastica e altri 200 milioni per finanziare la didattica a distanza. Un miliardo e mezzo per preparare nel migliore dei modi il rientro a scuola a settembre. Un impegno massiccio in un torno di tempo davvero ristretto.

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Concorso straordinario: il lavoro di Lucia Azzolina

Dal comunicato reso noto dal Movimento 5 stelle e pubblicato su varie testate online, viene espresso come il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina abbia fatto uno sforzo straordinario per garantire una quanto più opportuna DAD alle scuole italiane, dopo che il progetto della digitalizzazione scolastica era stato lasciato al suo destino da anni oramai.

Si informa, inoltre, come il Comitato tecnico-scientifico stia lavorando ad un protocollo di sicurezza riguardo il ritorno in classe in vista del nuovo anno scolastico. Al di là del rientro a scuola (le cui date esatte non sono state ancora formalizzate) il dibattito rimane sulle divergenze riguardo il concorso straordinario.

Al ruolo di docente si accede solo tramite titoli ed esami

Riguardo il concorso straordinario, il M5S ribadisce come gli emendamenti proposti per trasformare la prova da computer-based a soli titoli e servizi non siano accettabili. La prova si svolgerà ad agosto. Il M5S sembra molto sicuro di questo periodo temporale, tanto da ricordarlo nel post in questione. Da esso si legge come il concorso “permetterà di mettere in cattedra già a settembre 32 mila docenti”. Il tutto, però, solo tramite una prova che sia “meritocratica”. 

Il post si conclude con tale frase, che fa comprendere come solo i migliori siano degni di assurgere al ruolo, senza alcun compromesso: “No ai concorsi per soli titoli. Sì al merito, alla trasparenza, alla corretta selezione dei docenti. Lo dobbiamo alla scuola pubblica italiana, il pilastro su cui si regge il futuro del nostro Paese”.