Nel mondo globalizzato, interrazziale e multiculturale del 21° secolo si fa sempre più importante il ruolo della comunicazione, per questo molti genitori hanno scelto per i propri figli un’istruzione veicolata tramite una scuola bilingue, una realtà formativa relativamente nuova e di sicuro impatto.

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Scopriamo insieme i motivi del successo di questa scelta e come funziona davvero un istituto bilingue.

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Una scuola di questo genere permette di imparare e dominare contemporaneamente due lingue, la lingua madre e un altro idioma scelto (solitamente la lingua inglese, ma possono essere scelte anche altre lingue, tra le principali: il francese, lo spagnolo, il tedesco, il portoghese). Molti genitori optano per un’educazione bilingue per i propri figli, orientandosi su percorsi scolastici di questo tipo fin dalla scuola materna. Perché?

L’infanzia e il bilingue

La scelta dei genitori si basa sul fatto che i bambini nell’infanzia hanno un potenziale di apprendimento senza pari. I piccoli, fin dalla nascita, hanno la capacità innata di poter apprendere e assimilare contemporaneamente molte cose. Tale fase di assimilazione ha lo scopo di saper successivamente dominare l’ambiente che circonda il bambino durante il complesso periodo di sviluppo, dove pian piano si consolideranno tutte le nozioni apprese nei primi anni.

Molti studiosi e pedagoghi sono d’accordo sul fatto che, dai 2 ai 6 anni circa, l’infante attraversi una fase d’apprendimento in cui si acutizza l’acquisizione del linguaggio. In questa fascia d’età il bambino risulta maggiormente disposto all’acquisizione di una o più lingue, non avendo ancora sviluppato una propria predisposizione fonetica od orale.

In questa fase di sviluppo linguistico il cervello del bambino, vista la sua maggiore flessibilità, malleabilità e permeabilità, è in grado di registrare e gestire l’apprendimento grammaticale e fonetico delle lingue alle quali verrà messo a contatto regolarmente e correttamente.

Scegliere fin dalla materna un istituto bilingue, favorisce l’assimilazione spontanea e innata dei bambini di saper imparare e dominare due idiomi differenti, permettendo ai piccoli avventori di riconoscere il secondo al pari della propria lingua madre.

Cosa si fa in classe

In un asilo bilingue si svolgono attività volte all’apprendimento delle due lingue, la principale e la straniera. Durante tutta la giornata si studia e si impara utilizzando fasi di gioco, attività pratiche e periodi più teorici, dove i bambini vengono messi in contatto con entrambe le lingue. Anche durante i pasti e altre attività quotidiane i piccoli studenti si trovano immersi in un ambiente studiato appositamente per facilitarne l’apprendimento senza alcun tipo di forzatura, bensì in modo completamente naturale e automatico.

Nelle scuole d’infanzia bilingue le educatrici sono generalmente madrelingua. Dominando perfettamente il proprio idioma, riescono a trasmettere le nozioni linguistiche educative in modo semplice e naturale. Si tratta di un aspetto molto importante per i bambini. In questo modo viene infatti garantito un ambiente dove assimilare le nozioni base del linguaggio che poi si consolideranno negli anni successivi del loro sviluppo.

I criteri di educazione applicati negli istituti bilingue sono svariati. Tra questi si possono menzionare quello “comunicativo” o quello “ad immersione”. Nel primo caso il metodo non si concentra principalmente sulla perfezione grammaticale o fonetica ma soprattutto sulla capacità di comunicare il messaggio mediante un’interazione attiva. Il secondo metodo invece prevede che una o più materie vengano studiate direttamente utilizzando la seconda lingua, provocando una completa “immersione”.

Esistono poi metodi completamente nuovi o approcci innovativi ispirati a principi e metodiche consolidati e utilizzati da molto tempo. A titolo di esempio, possiamo citare il metodo St. Philip School di Roma il cui slogan recita le parole “la scuola del sapere e del saper fare”. Questo metodo didattico coniuga le nozioni teoriche con le esperienze ed attività pratiche favorendo l’assimilazione naturale e spontanea della lingua straniera nei fanciulli.

Post-scuola

Poiché lo studio di una lingua straniera è impegnativo, molti istituti scolatici bilingue prediligono una giornata di istruzione a tempo pieno: le attività che si svolgeranno durante queste ore sono senza dubbio maggiori rispetto al tempo ridotto. Inoltre si potranno aggiungere ulteriori esercizi didattici post-scuola ad integrazione e consolidamento. Ogni anno le scuole forniscono la proposta supplementare ai genitori interessati a questo ampliamento dell’esperienza bilingue del proprio figlio.

Bilingue e DAD

Per garantire a tutti il diritto all’istruzione sono stati attivati i servizi attraverso la didattica a distanza (ormai ben nota come DAD). Queste lezioni si svolgono attraverso l’uso di piattaforme diverse per la gestione dello studio, implementandole con esercizi di apprendimento adatti e pensati alle fasce d’età dei bambini a cui sono rivolti.

Partecipando quotidianamente è possibile continuare il corso scolastico. Risulterà importante il supporto dei genitori (o baby sitter) nel seguire e guidare i bambini in questa fase di esercitazioni digitalizzate.

Il ruolo dei genitori

Negli anni dell’infanzia, dove la fase di apprendimento è maggiormente acuta, i genitori hanno sempre e comunque una parte chiave nello sviluppo del linguaggio del proprio figlio.

Difatti, i pedagoghi e gli educatori indicano chiaramente che anche i genitori devono avere una buona padronanza della lingua straniera che stanno imparando i loro figli. L’approccio alla nuova lingua deve sempre continuare attraverso stimoli come i dialoghi, le letture di libri, fiabe e filastrocche, l’ascolto di musica o la visione di video o programmi.

Naturalmente, al termine del percorso iniziale nella scuola dell’infanzia, è importante che i bambini proseguano gli studi in una primaria bilingue. Questo permetterà al bambino di continuare l’assimilazione della lingua e ne amplierà il suo utilizzo quotidiano oltre che il vocabolario.