Scuola, Carta del docente per i supplenti: chiarimenti sul bonus 300 euro

L’approvazione in Commissione Istruzione in Senato dell’emendamento 2.103 al Decreto Scuola ha avviato la procedura per l’assegnazione della Carta del Docente anche per i supplenti al 30 giugno e al 31 agosto. Ricordiamo, innanzitutto, che il provvedimento è condizionato dalla sua approvazione finale prima al Senato e poi alla Camera, così come per gli altri emendamenti.
C’è da sottolineare, prima di tutto, la differenza riguardante il bonus che già da qualche anno viene erogato ai docenti di ruolo per la loro formazione e l’aggiornamento professionale: mentre per la Carta del Docente ‘standard’, l’importo è di 500 euro, ai precari toccherà, solo per quest’anno (a meno che non vengano apposte ulteriori modifiche) una somma di 300 euro.

Carta del Docente per i supplenti, a chi spetta e come potrà essere speso il bonus

La Carta del Docente per i supplenti potrà essere utilizzata per l’acquisto di:

  • libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
  • hardware e software;
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • strumenti per la connettività

Qualora l’iter parlamentare dovesse concludersi positivamente e senza intoppi, si ricorda che per accedere alla Carta del Docente bisognerà essere in possesso di credenziali SPID (chi ne fosse sprovvisto potrà richiederle accedendo alla piattaforma: non necessariamente il valore del bonus dovrà essere speso in un’unica soluzione. Il bonus, infine, non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile sul quale vengono calcolate poi le tasse.

Il testo dell’emendamento

Riportiamo qui sotto il contenuto dell’emendamento al Decreto Scuola
Dopo il comma 6 aggiungere i seguenti:

«6-bis) Il fondo di cui all’articolo 1, comma 123, della legge 13 luglio 2015, n.107, è incrementato di euro 40 milioni limitatamente per l’anno 2020.
6-ter) Le risorse di cui al comma 6-bis) sono destinate a istituire la carta elettronica per sostenere l’aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, che possiede un contratto a tempo determinato con termine finale non anteriore al 30 giugno 2020. La Carta, dell’importo nominale di euro 300 annui, può essere utilizzata per l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di hardware e software. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile. Agli oneri derivanti dal comma 6-bis), nel limite massimo di 40 milioni di euro, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse delle risorse del Fondo per le esigenze indifferibili, di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.»
Conseguentemente, all’articolo 8, comma 2, dopo le parole. «oneri per la finanza pubblica» aggiungere le parole: «salvo quanto previsto dai commi 6-bis e 6-ter dell’articolo 2».