Decreto scuola, senatori M5S commissione Istruzione rispondono allo sciopero dell'8 giugno
Decreto scuola, senatori M5S commissione Istruzione rispondono allo sciopero dell'8 giugno

sindacati della scuola Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams hanno indetto uno sciopero nazionale per lunedì 8 giugno in segno di protesta per il mancato ascolto, da parte del governo, in merito alle loro richieste per l’avvio del nuovo anno scolastico e per il decreto scuola, appena approvato in Senato.

Sciopero scuola 8 giugno, M5S: ‘Scelta incomprensibile e fuori luogo’

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato hanno risposto alla decisione sindacale con una nota in cui si definisce la scelta dei sindacati ‘incomprensibile e fuori luogo’.Tuttavia i senatori ‘grillini’ non si dichiarano sorpresi da questa decisione, in quanto durante i lavori per l’approvazione del decreto scuola, è stata esercitata una pressione molto forte contro la prova selettiva e meritocratica, per l’assunzione e la stabilizzazione dei docenti precari.Nella nota, comunque, si sottolinea il fatto che i sindacati debbano farsene una ragione perché ‘su questo punto non si torna indietro’. Ecco il testo del comunicato diffuso dai senatori del Movimento 5 Stelle, membri della commissione Istruzione del Senato.

La nota dei senatori M5S

‘La decisione delle sigle sindacali di proclamare lo sciopero della scuola come segno di protesta per le misure, a loro dire insufficienti, contenute nel Decreto Scuola, non ci sorprende. Tutte queste settimane durante le quali abbiamo lavorato al testo del decreto sono state caratterizzate da pressioni molto forti, che hanno visto i sindacati in prima linea sul fronte dell’opposizione ad una vera prova, selettiva e meritocratica, per l’assunzione e la stabilizzazione docenti precari.
Su questo punto non si torna indietro – sottolineano i senatori pentastellati – se ne facciano una ragione.
Quanto al nodo risorse, ci basti ricordare che gli stanziamenti di questi ultimi mesi per la scuola, da quando Lucia Azzolina è ministra dell’Istruzione, non hanno precedenti.
Già un miliardo è stato stanziato, e un altro miliardo e mezzo è previsto con le misure contenute nel decreto rilancio. Ovviamente, come ha già detto la ministra, lavoreremo per ottenerne di ulteriori.
Indire uno sciopero davanti a un impegno così importante e soprattutto, in un contesto così delicato e precario determinato dall’emergenza coronavirus, è una scelta incomprensibile e fuori luogo’.