Decreto scuola ultime notizie: inizia oggi l'esame alla Camera dei Deputati

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa inviatoci dai Corsisti V Ciclo TFA Sostegno.

Richiesta di ritiro emendamento 2.300 al Decreto Scuola 2020

Come candidati iscritti alle selezioni per il Corso di Specializzazione Sostegno nelle Università Italiane, rappresentiamo l’illegittimità dell’emendamento n. 2.300 al Decreto Scuola proposto dalla On. Angrisani secondo cui i docenti, che nei dieci anni precedenti abbiano maturato tre annualità di servizio sul sostegno, possano beneficiare del passaggio diretto alla prova scritta (seconda prova) in maniera da accordar loro il punteggio massimo di punti 30/30 di una fase preselettiva da cui verrebbero oltretutto dispensati. 
L’assurdità di tale descritta dispensa dalla dura prova preselettiva, si unisce all’arbitrario vantaggio di un punteggio che avrebbero potuto acquisire solo col raggiungimento dell’eccellenza quantomeno nelle competenze di logica, perizia in grammatica, in psicopedagogia, pedagogia speciale, metodologia, governance, autonomia scolastica e conoscenza della successione delle numerose e complesse riforme legislative in ambito scolastico.
L’emendamento indigna noi aspiranti al corso di specializzazione in Sostegno, che nella consapevolezza della delicatezza di tale incarico e nella ritenuta assenza di opportuna preparazione, abbiamo preferito non accettare incarichi in sostegno sine titulo. Per contro, è palese la volontà politica di premiare oltremodo una esperienza pratica acquisita pur manchevole di basi fondanti, seppure sarebbero bastati i punteggi attribuiti alle pregresse attività di insegnamento per dar loro vantaggio e preferenza.
Con la conseguenza che essi, non solo verranno favoriti per il punteggio acquisito in anni di insegnamento, ma si vuole attribuire loro il massimo dei voti e quindi di un ulteriore immeritato punteggio nella evidente consapevolezza che tale esperienza non sarebbe di per sé sufficiente a consentir loro di superare la prova preselettiva perché mancanti della necessaria competenza teorica e culturale richieste.
Tanto, in violazione delle legittime aspettative di coloro che hanno aderito ai bandi di concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione delle uniche e poche università accreditate dal MIUR.
Invero, l’emendamento è illegittimo e viola la buona fede degli aspiranti docenti di sostegno, in quanto muta il regolamento di selezione dopo che i medesimi candidati hanno perfezionato l’iscrizione entro i termini con la diligenza del buon padre di famiglia. 
Tale violazione consegue al precedente arbitrio del protrarsi dei termini di iscrizione, in molte Università ancora aperte fuori il prescritto ed originario termine in ragione dell’emergenza COVID19. 
Tale violazione dei diritti ha, pertanto, già precluso la possibilità di vedere tutelate legittime aspettative rispetto ad un congruo numero dei partecipanti, influendo negativamente sulla probabilità di successo alle preselettive direttamente correlato al numero dei partecipanti ed all’alea del punteggio raggiungibile per ciascuna singola università. 
Invero, i diritti degli aspiranti sono stati già violati dal farraginoso sistema dell’incerto requisito di valutazione e di sbarramento all’accesso al numero chiuso del corso per il sostegno, che determina un’inevitabile disparità di trattamento a fronte dei differenziati test tra le singole Università, dell’alea del numero di aspiranti per una Università invece che per l’altra, della maggiore o minore bravura della massa degli aspiranti per una Università invece che per l’altra; e non è da ritenersi ammissibile l’ulteriore affronto dell’impari competizione nei termini sopra detti verso coloro che abbiano avuto la fortuna od il coraggio di assumere incarichi triennali nel sostegno senza i necessari requisiti e competenze.
Svilito ed indifeso, invece, l’impegno degli scriventi, che è sacrificio e cospicuo dispendio di energie anche economiche per costosi e complessi corsi per la preparazione ad una difficilissima prova preselettiva anche perché carica dell’ansia derivante da un alquanto singolare sistema di valutazione.
Ribadiamo che l’emendamento è superfluo, in quanto ai candidati con almeno tre anni di esperienza è già riconosciuto un congruo punteggio di servizio valutabile ai fini della prova con violazione delle regole di una corretta competizione, a discapito dei candidati non provvisti di titoli di servizio.
E che, qualora non dovesse essere immediatamente ritirato il descritto arbitrario emendamento, non esiteremo ad agire collettivamente dinanzi alle Autorità Giudiziarie competenti, presentando contestualmente istanza di rimborso e di risarcimento danni derivanti anche dalla perdita di chance.
I corsisti del V CICLO