Covid-19, rischio seconda ondata? Le parole del professor Silvio Brusaferro (ISS)
Covid-19, rischio seconda ondata? Le parole del professor Silvio Brusaferro (ISS)

Il presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, ha rilasciato un’intervista al quotidiano ‘Repubblica‘ in merito all’attuale situazione riguardante l’epidemia da Covid-19 e sul rischio di una possibile seconda ondata di contagi.

Covid-19, Brusaferro (ISS): ‘Buona capacità di controllo dell’infezione in Italia’

Citando i dati sin qui raccolti riguardanti le riaperture del 4 e 18 maggio, Brusaferro ritiene che l’Italia abbia attuato una buona capacità di controllo dell’infezione, un segnale positivo anche se per quanto riguarda le riaperture del 18 maggio bisognerà attendere ancora qualche giorno per una valutazione più completa. Quasi tutte le regioni hanno avuto un decremento nei nuovi casi che ‘oltretutto sono sempre più asintomatici’, con le strutture sanitarie che non sono più sotto pressione.Ci si chiede cosa accadrà dopo il 3 giugno, con la caduta del divieto di spostamento tra regioni. Il presidente dell’ISS ha sottolineato come il monitoraggio sia molto sensibile: qualora si dovesse riscontrare un preoccupante aumento dei casi, ‘le Regioni saranno in grado di adottare subito misure di controllo’.

Coronavirus, possibile seconda ondata ma non avrà lo stesso impatto della prima

Brusaferro ritiene che una seconda ondata Covid-19 non sia scontata e non si può escludere ma non si possono fare paragoni con quanto accaduto finora: ‘comunque non avrà lo stesso impatto della prima – ha affermato Brusaferro a ‘Repubblica’ – oggi si usano le mascherine quando è necessario, si rispettano le distanze, i comportamenti corretti sono entrati nella normalità e questi sono segnali che possono farci guardare al futuro con fiducia. È stato chiesto al professor Brusaferro quanto ci vorrà per sconfiggere il coronavirus. ‘Siamo di fronte a un’epidemia che ha molti elementi di novità – ha risposto il presidente ISS – Stiamo acquistando nuove conoscenze e anche più strumenti per contrastarla. Poi, la disponibilità di un vaccino farà la differenza. Dobbiamo immaginarci di dover convivere ancora un po’ con questa situazione. Ci vuole uno sforzo unitario del Paese in questo senso’.