Scrutini
Scrutini

L’anno scolastico 2019/20 nonostante mille difficoltà sta per giungere a conclusione. E’ tempo della resa dei conti, dei bilanci e delle pagelle di fine anno. Se da una parte ci sono molti studenti preoccupati del pericolo della bocciatura, cioè la ripetizione dell’intero anno, è anche vero che dall’altra parte ci sono i docenti chiamati a un compito reso ancora più problematico dalla chiusura delle scuole e dai disagi degli ultimi mesi con la didattica a distanza.

In quali due casi si può bocciare uno studente

Il Ministro dell’Istruzione Azzolina ha di recente illustrato le tre Ordinanze, una sulla valutazione finale, una sugli esami di terza media e l’altra sulle prove di maturità in vista delle prossime scadenze scolastiche. Lucia Azzolina ha espresso la chiara volontà di non lasciare indietro nessuno studente, visto le straordinarie difficoltà che hanno accompagnato quest’anno scolastico. Si è deciso dunque di ripartire tutti insieme a settembre, ma con una valutazione seria. Non ci sarà il 6 politico, le insufficienze saranno registrate, ma gli studenti avranno la possibilità di recuperarle a settembre.

Solo «in due casi circoscritti e non riferibili al Coronavirus», ha aggiunto il Ministro, lo studente non sarà ammesso alla classe successiva e cioè «se non ha frequentato le lezioni nella prima parte dell’anno e dunque non è valutabile, oppure se ha ricevuto provvedimenti disciplinari gravi». Queste due opzioni valgono per tutti i gradi di istruzione, dalle elementari alle superiori.

Cosa stabilisce la norma in quanto all’incidenza delle assenze

La normativa in ordine all’incidenza delle assenze, all’art. 14, comma 7, D.P.R. n. 122/2009 prevede che “… ai fini della validità dell’anno scolastico, compreso quello relativo all’ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato. Le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al suddetto limite. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo”.

Dunque, sulla base della normativa, per poter procedere alla valutazione finale dell’alunno è necessaria la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato.