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Quello dei sindacati “pronto-firma” è uno sciopero farsa. Così Unicobas aveva esordito pochi giorni fa.

D’Errico Unicobas “Hanno solo scherzato!” Il modo migliore per far finta di voler scioperare senza volerlo fare è non rispettare neppure il PREAVVISO, così lo sciopero viene sicuramente bocciato dalla Commissione di Garanzia, grazie a quelle stesse norme restrittive concordate proprio con Cgil & C. Ora fanno i gradassi e dicono di confermarlo: a scuole chiuse in varie regioni e dopo che hanno sottoscritto il vergognoso protocollo per il rientro, vedremo in quanti aderiranno (con rischio sanzioni).

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Sciopero 8 giugno: commissione di garanzia invita alla revoca i confederali. Confermato quanto ipotizzato da Unicobas

Pochi giorni fa sempre Unicobas ha esordito: HANNO FIRMATO UN PROTOCOLLO CHE PREVEDE:
▪️”Distanza interpersonale di un metro” (invece di due)
▪️”Mascherina per tutti i maggiori di 6 anni di età”
▪️”Scaglionamento degli ingressi” (con turnazioni ad libitum come se gli insegnanti fossero 2/3 milioni, quando invece devono escludere tutti quelli a rischio, con patologie e fragilità specifiche e le assunzioni sono del tutto sotto-dimensionate)
▪️”Nessuna prova delle febbre per entrare a scuola, ma se si hanno 37.5 gradi di temperatura si deve restare a casa” (invece, per qualsiasi posto di lavoro sono richiesti prova sierologica ed eventualmente tampone, cosa che dovrebbe essere disposta a priori anche per i docenti e gli Ata, e senza alcuna indennità di rischio, come invece disposto altrove, anche nel sistema privato – 250 euro)
▪️”Valorizzazione degli spazi esterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o per programmate attività didattiche” (senza una risistemazione estiva degli istituti – per l’80% non a norma -, senza l’allestimento di altri spazi pubblici da adibirsi a scuole, nonostante le aule non possano ricevere più di 10/12 persone fra alunni e docenti. In alternativa, il Ministero, secondo un’ottica meramente custodialistica e non scolastica, pensa ad esternalizzare gli alunni fra spazi comunali, “cooperative” e parrocchie, più DAD a tutto spiano).
▪️”Prima della riapertura della scuola sarà prevista una pulizia approfondita di tutti gli spazi” (ma neppure la sanificazione iniziale è certo che venga fatta da ditte esterne senza gravare sul personale Ata, visto che decideranno le Regioni, Ata sui quali si scaricano tutte le sanificazioni successive)
E NON HANNO MOSSO UN DITO CONTRO:
▪️Assunzioni carenti e ritardate
▪️Organici da classe pollaio, ampiamente confermati dagli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali, con l’aggravante di non aver tenuto conto neppure del tasso di ripetenza (cosa che non rende possibile un maggior numero di assunzioni) o del limite massimo di 20 alunni per classe in presenza di un diversamente abile
▪️Infanzia, Primaria e Media: alunni tutti a scuola, ma eliminando le mense (“fagottello” da consumarsi in classe) ed esternalizzando gli alunni, probabilmente il pomeriggio, presso case comunali, associazioni, cooperative e parrocchie
▪️Superiore: studenti tutti a scuola a giorni alterni, con turnazione, lezioni di 40 minuti, telecamera in classe, DAD per quelli rimasti a casa

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Dal documento di proclamazione dello “sciopero” dell’8 Giugno, leggiamo:
-“richiesta di un potenziamento degli organici del personale docente e ATA”;
-“garantire il rigoroso rispetto del limite di 20 alunni per classe in caso di presenza di allievi con disabilità, rivedere almeno nella presente emergenza i parametri per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche, provvedere alla messa in sicurezza degli edifici”;
-“prevedere un concorso riservato agli assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA”;
MA ANCHE:
-“promuovere modifiche normative che sottraggano i Dirigenti Scolastici da responsabilità improprie in merito alla manutenzione degli edifici, incrementare le risorse del FUN per la Dirigenza”.
RIMPROVERANO:
-la “mancata attuazione degli impegni che avrebbero consentito a molti precari con almeno tre anni di servizio una stabilizzazione del rapporto di lavoro già il prossimo settembre”;
CHIEDONO:
-il “ritorno in piena sicurezza alle attività in presenza”;
DENUNCIANO:
– che “non vi è alcuna certezza sulle risorse da destinare al rinnovo del Contratto per il triennio 2019-21”.

PERÒ, OLTRE AD AVER FIRMATO IL PROTOCOLLO PER IL RIENTRO, DI CUI SOPRA, HANNO CONSENTITO:

-l’imposizione per decreto della DAD fuori e contro ogni vincolo contrattuale
-gli abusi perpetrati dal Ministero e da parte dei DS nei confronti di docenti ed educatori con l’attivazione della DAD:
• orario di sevizio superiore o spalmato su intera giornata
• massa di compiti e/o imposizione delle sole videolezioni 
• attivazione di classi virtuali senza controllo, rispetto privacy e norme di sicurezza (continuità sul video) per docenti e studenti
• moltiplicazione riunioni collegiali on-line, incontri con famiglie e studenti con ingerenze e “valutazioni” improprie sui docenti
• costi non rimborsati e rischi non coperti legati all’attivazione della DAD per i docenti e gli ATA
• disprezzo di mansionario, stato giuridico e norme del CCNL

-gli abusi perpetrati dal Ministero e da parte dei DS nei confronti del personale ATA con: 
• mancato rispetto del mansionario 
• pretesa dell’uso delle ferie non godute nelle turnazioni
• presenza a scuola in questo periodo e turnazioni improprie 
• sanificazione delle scuole (competenza Asl)
• costi non rimborsati e rischi non coperti legati all’attivazione del telelavoro per il personale ATA

– la valutazione sommativa degli apprendimenti tramite DAD, nonostante la pandemia ed un 33% di connessioni assenti o precarie, mentre l’Unicobas e varie Associazioni professionali si battevano per la valutazione formativa ottenendo l’abrogazione dei voti nella Primaria, introdotti dal Ministro dei neutrini (Gelmini) nel 2008

– la formazione delle smart-class, delle riunioni on-line e della DAD per l’a.s. 2020/21, nonché l’inserimento della DAD nei PTOF (triennali)

NON FACENDO NULLA PER:
-la copertura di 30mila posti di collaboratore scolastico scoperti, per garantire quella sicurezza che nella scuola non c’è più da anni assumendo, oltre ai precari ATA, 10mila LSU-LPU, a cominciare da quanti hanno maturato i 3 anni previsti dalla Suprema Corte Europea
-restituire agli ATA ex Enti Locali quanto è stato loro rubato dal 2000, come disposto da 10 sentenze della Suprema Corte Europea
-risolvere davvero l’annosa questione del precariato scolastico con l’istituzione di un doppio canale per le assunzioni valorizzando abilitazioni, idoneità, titoli e servizio, compresi quanti hanno maturato i 3 anni previsti dalla Suprema Corte Europea
-aprire le trattative per un contratto scaduto da fine 2018 e portare la Scuola fuori dal campo impiegatizio (DLvo 29/93), restituendo a docenti ed ATA un contratto specifico con il ritorno del ruolo, degli scatti d’anzianità biennali e di aumenti contrattuali nella media Ue, superiori all’inflazione programmata
– l’abrogazione della cattiva scuola renziana e della chiamata per competenze, l’abolizione del “bonus premiale” 
-l’istituzione di una classe di concorso per il sostegno e l’assunzione degli specializzati
-i 500 euro annuali per i precari e gli educatori 
-la titolarità di istituto a tutti i docenti ed il preside elettivo

È dal finto sciopero proclamato e prontamente ritirato a Marzo che fanno il gioco delle 3 carte. Non si vede perché docenti ed ATA dovrebbero gettare all’ammasso 70 euro per Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda (che dopo aver rifiutato di siglare il vergognoso protocollo per il rientro e per gli esami di stato, è tranquillamente tornata nel gruppo dei pronta-firma), a scuole già chiuse in varie regioni (il 6 giugno è l’ultimo giorno di scuola in Campania, Marche, Emilia Romagna, Molise, Sardegna, Sicilia e Veneto) e per di più validando così la valutazione sommativa a distanza come fosse regolare persino in pandemia, laddove solo in una parte delle scuole ancora aperte è previsto qualche scrutinio irregolare, perché gli scrutini per legge devono cominciare dopo la chiusura ordinaria delle scuole. Molto meglio battersi perché le scuole assumano i criteri della valutazione formativa e prepararsi ad un grande sciopero vero e ad una grande manifestazione in presenza quando le scuole verranno riaperte senza sicurezza e continuità pedagogica vera (che non è la DAD).
Stefano d’Errico (Segretario Nazionale Unicobas)