Piano riapertura scuole, Pittoni attacca: 'Ministra Azzolina, la scuola ora ha due problemi'

In un’intervista rilasciata al quotidiano ‘Il Gazzettino’, il Presidente della Commissione Cultura al Senato, Mario Pittoni, ha duramente criticato la gestione della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in merito al piano di riapertura delle scuole.

Pittoni bacchetta Azzolina: ‘Ministra, la scuola ora ha due problemi’

‘La scuola ora ha due problemi – ha esordito Pittoni – gli spazi e i docenti. Siamo in ritardo di due mesi. Il concorso straordinario conferma che il governo non ha alcuna intenzione di tener conto dell’emergenza epidemiologica, la quale consiglierebbe di puntare sul rafforzamento e la stabilizzazione dell’organico docenti’. 

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Il senatore della Lega ha sottolineato che, a settembre, la scuola partirà con zero assunzioni a tempo indeterminato: anzi, la situazione sarà ancora più grave considerando i 30mila precari in più per i pensionamenti, le supplenze arriveranno a toccare quota 200mila.

‘Ecco il mio piano per le immissioni in ruolo 2020/1’

La necessità di sdoppiare le classi per consentire i distanziamenti impone delle scelte diverse: ‘Situazioni particolari come quella attuale – spiega Pittoni al ‘Gazzettino’ – legittimano l’istituzione di uno strumento aggiuntivo, subordinato a quelli preesistenti, unico a poter garantire l’assegnazione in tempo utile dei docenti: la creazione di una maxi-graduatoria finalizzata alle immissioni in ruolo che utilizzi solo i punteggi con cui gli aspiranti sono inclusi nelle rispettive liste’.

Il piano di stabilizzazione proposto dal senatore Pittoni prevede l’assunzione di non meno di 100mila insegnanti, piano che garantirebbe la copertura di tutte le cattedre all’avvio dell’anno scolastico 2020/2021.

Pittoni boccia la ‘call veloce’

Pittoni ha bocciato anche la soluzione ‘call veloce‘ introdotta dalla ministra Azzolina: ‘Si rivolge a docenti cui è assicurato dalla legge il diritto alla nomina in ruolo nella regione/provincia di appartenenza’. L’esponente della Lega parla di ‘pia illusione’ in quanto si tratterebbe di accettare una nomina lontano parecchi chilometri da casa e con la poco lusinghiera prospettiva di restare bloccati per 5 anni, con miseri stipendi che non riuscirebbero nemmeno a coprire le spese della trasferta.