Scuola, boom supplenze a settembre: 'Per i precari non vale l'Articolo 1 della Costituzione'

Ieri, 2 giugno, si è celebrata la Festa della Repubblica Italiana, nata il 2 giugno del 1946. Il sindacato Anief ha preso spunto da questa celebrazione per parlare della particolare situazione che stanno vivendo i precari della scuola alla luce di quanto indicato nell’articolo 1 della Costituzione Italiana, ovvero: ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’.

Supplenze scuola, boom a settembre: i numeri

Eppure ogni anno è sempre la stessa storia: a giugno viene licenziato un numero impressionante di precari. Questi lavoratori continuano ad essere contrattualmente inquadrati come precari, pur avendo alle spalle molti più anni di quelli ritenuti necessari negli altri Paesi europei per essere inquadrati in ruolo.

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L’aspetto grottesco – sottolinea Anief in una nota – è che il datore di lavoro non è un industriale spietato ma lo Stato, i cui governi nulla hanno fatto, nel corso degli anni, per sanare la situazione.Questi i numeri della ‘supplentite‘ riportati da ‘La Stampa: ‘A settembre si è raggiunta quota 185mila supplenti, dei quali quasi metà su posti di sostegno. Il prossimo settembre (nel 2020 n.d.r.) la cifra rischia di aumentare ancora: ci saranno altri 33mila docenti che andranno in pensione, liberando altrettanti posti ma senza avere un numero sufficiente di nuovi insegnanti a occuparli. Aumentano i supplenti e aumentano quelli reclutati attraverso la Mad: circa 14mila lo scorso anno e 16mila quest’anno, secondo le poche stime che circolano’.

Anief: ‘Si potrebbe arrivare al record assoluto di 250mila cattedre’

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, commenta così: ‘La recente mancata trasformazione del concorso straordinario della secondaria in procedura per soli titoli, con l’individuazione che si sarebbe benissimo potuto fare anche da graduatoria d’istituto, porterà nella prossima estate a raggiungere il record di supplenze annuali: si potrebbe arrivare al record assoluto di 250 mila cattedre assegnate fino al 31 agosto o al 30 giugno 2021. Considerando che per tornare in classe a settembre rispettando il distanziamento è indispensabile aumentare gli organici di almeno 160 mila docenti e 40 mila Ata, il numero dei supplenti assumerà proporzioni gigantesche. Una condizione che ignora sempre più la Costituzione e il diritto al lavoro che la nostra Repubblica ha approvato oltre 70 anni fa’.

‘Giovedì chiederemo al premier Conte impegni precisi’

‘Il Governo e l’amministrazione scolastica – prosegue Pacifico – si devono rendere conto della situazione. Come prima cosa, procedano con le assunzioni direttamente da graduatoria d’istituto trasformate in provinciali. E poi anche per le altre categorie professionali, come il personale Ata, gli educatori, i Dsga facenti funzione, per non parlare dei docenti di religione, per i quali è stato annunciato solo il concorso, peraltro nemmeno per titoli o riservato. Giovedì incontreremo il premier Conte e gli chiederemo impegni precisi’.