Onorevole Vittoria Casa (M5S)
Onorevole Vittoria Casa (M5S)

L’onorevole Vittoria Casa è la relatrice del Decreto scuola alla Camera dei Deputati. In questa veste, è intervenuta ieri 3 giugno per prima durante la discussione generale del provvedimento. Ha provato a riassumere i caratteri generali del Decreto e il suo iter, soffermandosi sugli aspetti che hanno interessato il dibattito pubblico di questi giorni. Lo riferisce lei stessa, in un post su Facebook.

Decreto scuola, contenuti e aspettative

Vittoria Casa scrive parlando della discussione di ieri 3 giugno in Parlamento sul Decreto Scuola (dove alla fine il Governo ha posto la questione di fiducia): “Come sempre, preferisco dire quello che penso con sincerità. Comprendo le grandi aspettative che si erano create intorno a questo Decreto”. Poi tratta punto per punto le questioni calde.

CONCORSI – “Sono attesi da tanti anni e il fatto che l’emergenza abbia rallentato un percorso già tracciato ha contribuito ad aumentare questa stessa attesa. Il Concorso Straordinario permetterà di assumere 32000 docenti. Sono sufficienti per la copertura di tutte le cattedre in Italia? Ovviamente no. Ma questo lo sapevamo giù tutti a Dicembre, quando questa procedura straordinaria era stata salutata con grande entusiasmo. In una situazione di emergenza, sono state individuate le risorse per ampliare i posti a disposizione che può sembrare un risultato scontato ma non lo è affatto. Ve lo garantisco. Con il Concorso Ordinario verranno, poi, assunti altri 32000 docenti. Anche in questo caso, serviranno ancora insegnanti e dovremo impegnarci per avviare nuove procedure di reclutamento”.

GRADUATORIE – “Nel frattempo, verranno riaperte le graduatorie e trasformate in provinciali, in modo da assegnare le supplenze con criteri chiari e oggettivi”.

SCUOLA – “Il futuro del nostro paese passa dalla scuola. Lo ripeto fin dal giorno del mio insediamento e non ho mai cambiato idea. Sopratutto ora che c’è tanto bisogno di ricostruire, gli investimenti in istruzione sono investimenti per il futuro. Questo implica la necessità di lavorare incessantemente sul tema, senza cadere in polemiche o liti che non fanno bene a nessuno.Spero che questo Decreto sia un punto d’inizio per scrivere una nuova pagina per la scuola italiana”.