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Pubblichiamo il comunicato stampa del sindacato SISA a proposito di alcune richieste necessarie al rientro a scuola a settembre.

Censimento delle aule necessarie e disponibili, utilizzo delle caserme, assunzione di 260mila lavoratori per l’anno scolastico 2020 – 21, occorre intervenire ora per evitare il tracollo del sistema scolastico

Il SISA riconosce lo sforzo della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e dei suoi collaboratori per immaginare un sereno avvio dell’anno scolastico 2020 – 21, è evidente che se la tutela della salute passa anche per il distanziamento sociale, parte degli aiuti europei per la sanità devono immediatamente essere stornati (e nel caso anticipati) per la scuola, perché le classi meno numerose sono una forma di prevenzione medica indispensabile, giuste le visiere per gli studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici, sbagliatissimi i divisori in plexiglas, una montagna di plastica per 380mila classi, tante ce ne son in Italia, che sarebbe poi impossibile smaltire, con un danno ecologico di dimensioni epocali, meglio piuttosto utilizzare le caserme.

Riepiloghiamo per punti quanto al SISA pare occorra e al momento non sia ancora stato messo in atto e in alcuni casi neppure in discussione in questi giorni:

1. Decreto del governo di assegnazione di fondi straordinari all’istruzione pubblica, stornati dai fondi europei per la sanità italiana.

2. Verifica precisa e puntuale di tutte le situazioni di necessità, ovvero di quante classi debbano essere sdoppiate.

Determinazione di quante aule siano disponibili nelle scuole attualmente utilizzate e in quelle limitrofe e quante manchino (al proposito aggiungiamo che è evidente che nei piccoli comuni il numero di studenti per classe e le aule libere in plessi scolastici edificati negli anni del boom della natalità non pongano problemi, mentre in tutti i centri a partire dai 25-30mila abitanti alle città di oltre un milione di cittadini sia decisamente problematica). Occorre terminare entro il 30 giugno il monitoraggio degli spazi e di seguito avviare con il ministero della Difesa la richiesta per l’utilizzo straordinario di strutture e caserme dismesse di competenza di tale ministero.

3. Senza addentrarci nel problema degli ATA (personale amministrativo e collaboratori scolastici che dovranno vedere anch’essi un considerevole aumento), ci atteniamo solo al problema dei docenti. Nell’anno scolastico che si avvia a conclusione son stati in servizio ben 835mila docenti. Tuttoscuola ha segnalato che per sdoppiare il 15% delle classi occorrano trentamila docenti alla primaria e ventimila alla secondaria di primo grado, a cui si aggiungono diecimila docenti della materna statale, ovvero un totale di sessantamila docenti, noi come SISA riteniamo molto più plausibile ragionare su un 20% di classi, quindi 80mila docenti. A questi docenti si devono aggiungere i lavoratori con gravi patologie, abbiamo già sollecitato il ministero al riguardo, proponendo un anno di congedo straordinario, purtroppo al memento attendiamo ancora risposte. Teniamo a segnalare che, anche senza uno specifico, ancorché necessario decreto urgente del ministero, almeno il 10% del totale del personale, rientrando nelle categorie a rischio (neoplasie, diabete, ipertensione, cardiopatie, bronco-pneumopatie, deficienze del sistema immunitario) o in quello di età superiore ai sessant’anni, prenderà comunque congedo per malattia, una quota di docenti che si aggiunge a quelle fisiologicamente e statisticamente rilevate tra le assenze. Ciò significa la necessità di altri 80mila supplenti in più rispetto alle situazioni ordinarie, supplenti che dovranno essere assunti a prescindere dallo sdoppiamento delle classi. A tutto questo dobbiamo aggiungere che per coprire le cattedre rimaste scoperte per la mancata copertura dei pensionamenti, si necessita di altri 80mila docenti con incarico al 30 giugno.

In conclusione: serviranno almeno 240mila docenti in più e prudenzialmente non meno di 20mila ATA in più, per un totale di 260mila lavoratori che dovranno essere assunti a settembre, personale che esula totalmente dalle normali procedure e necessità del mondo dell’istruzione e che si aggiunge, in forma del tutto straordinaria, al fisiologico reclutamento di personale a tempo indeterminato. Come SISA ci pare che tale situazione non sia ben chiara al governo e al ministero, viste le proposte avanzate in questi giorni in merito alle graduatorie e al reclutamento.

Ne consegue altresì che si debba, senza alcun ritardo, stanziare la quota di bilancio necessaria per il pieno adempimento di un reclutamento dalle cifre del tutto eccezionali e mai realizzato prima nella storia dell’istruzione italiana.

A questo punto al SISA pare esistano solo due ipotesi: o il governo procede con efficace celerità rispondendo ai temi da noi posti in discussione, oppure ci si deve augurare che abbia ragione il dottor Alberto Zangrillo e da settembre non ci sia nessuna necessità di sdoppiamento delle classi e di distanziamento sociale, perché altrimenti il disastro caotico – che già si palesa dai numeri sopra-espressi – non potrà che travolgere drammaticamente tutto il sistema scuola portandolo al più catastrofico avvio dell’anno scolastico dai tempi della legge Coppino.

5 giugno 2020

Per il coordinamento nazionale SISA

Il Segretario Generale

Davide Rossi