Scuola, Galli della Loggia: 'Insegnanti non possono parlare, prigionieri dei sindacati'
Scuola, Galli della Loggia: 'Insegnanti non possono parlare, prigionieri dei sindacati'

In questi giorni il tema della scuola è particolarmente sentito, soprattutto per quanto riguarda la riapertura a settembre delle lezioni in ‘presenza’, dopo l’emergenza coronavirus. Lo storico e accademico Ernesto Galli Della Loggia ha scritto un editoriale per ‘Il Corriere della Sera‘ di oggi, 5 giugno, all’interno del quale sottolinea il fatto che gli insegnanti italiani non abbiano voce in capitolo sulla questione. 

Ernesto Galli Della Loggia: ‘Gli insegnanti non possono parlare’

Della Loggia parla di ‘silenzio cronico’, gli insegnanti non possono parlare.Si sottolinea, infatti, come l’Italia sia uno dei pochi Paesi dove non esiste un’associazione degli insegnanti vasta e influente, professionalmente competente e capace di muoversi nel dibattito pubblico, come esiste ad esempio in Francia, Inghilterra o Germania. Perché da noi al posto di un’associazione del genere c’è il ‘sindacato scuola’.’Non importa di che sigla si tratti – Cgil, Cisl, Uil o Snals – , quello che importa è che in esso confluiscono sempre, indifferentemente, tutti i cosiddetti ‘lavoratori della scuola‘ (nel caso della Cgil i lavoratori ‘della conoscenza’). Si ritrovano tutti nel medesimo calderone – sottolinea Galli Della Loggia – sia coloro che impartiscono ogni tipo e grado d’istruzione (dalla scuola dell’infanzia ai Conservatori musicali) sia il personale ausiliario e tecnico del più vario genere (uscieri, custodi, addetti di segreteria, ecc.). E naturalmente la grande massa dei ‘precari’.

‘La rivendicazione più importante è sempre quella riguardante l’immissione in ruolo dei precari’

Galli Della Loggia parla di ‘massa indifferenziata di iscritti tenuta insieme sul piano rivendicativo da due obiettivi: 1) richieste riguardante la retribuzione oppure gli orari di lavoro 2) la rivendicazione di spazi di cogestione all’interno dell’istituzione. Si parla, però, di una terza rivendicazione, forse quella più importante, vale a dire l’immissione in ruolo dei precari.L’editorialista del ‘Corriere’, però, sottolinea come i sindacati non chiedano ‘concorsi veri (scritti e orali come Dio comanda) aperti a tutti e a scadenza fissa: reclamano ‘solo e sempre l’ope legis, il ‘todos caballeros’ comunque mascherato e ribattezzato. Così il sindacato scuola italiano è il sindacato dei precari e virtualmente – dice Galli Della Loggia – tra i maggiori responsabili della dequalificazione della figura dell’insegnante, oltre che della sua assenza dal discorso pubblico.’Si sottolinea come l’aspetto più negativo sia il suo ‘mutismo culturale’, finendo per diventare ‘complice dell’incredibile malgoverno scolastico italiano gestito dal ministero’.

Scuola, ‘il sindacato tiene prigionieri gli insegnanti nella gabbia’

Ernesto Galli Della Loggia conclude il suo editoriale con una stoccata: il sindacato scuola italiano ‘tiene prigionieri gli insegnanti italiani nella gabbia del suo discorso senza verità e senza vita, fatto solo di vuotaggini pappagallesche’.