Docenti e depressione
Docenti e depressione

Con la riaperture della scuola a settembre, gli insegnanti potrebbero andare incontro a crisi ansioso-depressive. A lanciare l’allarme è la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini, della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e International Psychoanalytical Association (IPA). Secondo l’Ocse i docenti italiani sono i più anziani d’Europa, con oltre la metà al di sopra dei 50 anni nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, e quindi da considerarsi più fragili.

Scuola, la paura dei docenti del Covid-19

La dottoressa Lucattini ha spiegato che, rimandando i bambini a scuola, da un lato si abbassa il rischio di malessere per i genitori, stremati da mesi di quarantena in cui si sono anche dovuti improvvisati educatori. Ma dall’altro lato aumenta il pericolo di eventuali crisi depressive per professori e maestri che hanno paura di contrarre il Covid-19 a contatto con gli studenti.

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Il problema riguarda soprattutto le maestre di scuole primarie e materne “che dovranno far rispettare ai più piccoli la distanza di sicurezza e le norme sui dispositivi di protezione. Non sarà facile far tenere la mascherina per otto ore e imporre loro di starnutire nel gomito, lavarsi continuamente le mani o non portarle alla bocca, cosa che i bambini fanno continuamente”, fa notare l’esperta. “Senza contare le difficoltà di gestire la mensa e il fatto che una parte dei giochi e delle attività didattico pedagogiche, compreso il sonnellino pomeridiano, non potranno più essere svolte” ha aggiunto Lucattini.

Ansia: l’età dei nostri docenti è un fattore di rischio

Il rientro a scuola avverrà dopo l’estate ossia, avverte Lucattini, “dopo che per due mesi la maggior parte dei bambini sarà stata libera sulla spiaggia e senza l’obbligo di mascherina”. Per questo, come riporta l’AGI, secondo la psichiatra “le difficoltà a cui gli insegnati andranno incontro tornando nelle scuole potranno senz’altro rappresentare una fonte di angoscia e malessere, fermo restando il rischio concreto di contagio che, come sappiamo, per gli anziani è ancora più alto“.