Scuola, ex ministro Fioramonti sbotta: 'Basta pensare di aver capito tutto, si ascoltino le persone in prima linea'
Scuola, ex ministro Fioramonti sbotta: 'Basta pensare di aver capito tutto, si ascoltino le persone in prima linea'

L’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un lungo post in cui si parla, non solo dello sciopero della scuola di oggi, lunedì 8 giugno, ma anche della condotta dell’attuale governo

Fioramenti: ‘Erano anni che non si vedeva uno sciopero degli insegnanti’

Fioramonti afferma che ‘erano anni che non si vedeva uno sciopero degli insegnanti. Eppure oggi, dopo mesi di tensioni, incomprensioni e improvvisazione della politica, il personale scolastico incrocia le braccia per mandare un messaggio estremamente importante: basta relegare la Scuola sempre all’ultimo posto’.

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Secondo l’ex ministro dell’Istruzione del primo governo Conte ‘alla Scuola italiana servirebbe molto personale stabile in più per poter diventare resiliente e sostenibile, garantendo a tutti insegnamento di qualità, socialità e crescita emotiva e culturale. Siamo tra i paesi con la più alta dispersione scolastica, con il più alto numero di docenti precari, con il minor numero di laureati e con i livelli di apprendimento più bassi, almeno in alcune materie.’

‘Rispetto per la comunità educante: invece di pensare di aver capito tutto, si ascoltino le persone in prima linea’

Fioramonti, poi, chiede rispetto per la comunità educante, invece di pensare di aver capito tutto, occorre ascoltare le persone che operano in prima linea: ‘Se questa crisi non si trasforma in un’opportunità per rilanciare la Scuola allora tutto il resto non ha senso – dice Fioramonti – Il Paese si sta indebitando fino al collo, eppure sempre e solo le briciole vanno alla Scuola. Anche quest’anno avremo più precari, meno presidi, meno sostegno (con problemi enormi per tanti giovani con bisogni educativi speciali) e meno amministratori’.

‘Non chiediamo i 24 miliardi in più l’anno di cui avremmo bisogno per raggiungere la media europea di investimento per istruzione e ricerca. Non chiediamo neanche i 15 miliardi l’anno aggiuntivi promessi dal M5S nel suo programma elettorale. Ormai sembrano fantascienza. Ma chiediamo almeno rispetto per la comunità educante: se gli Stati Generali devono essere, allora si cominci dalla Scuola. Si ascoltino le persone in prima linea, invece di pensare di aver capito tutto.’

Fioramonti rispolvera il discorso di insediamento del premier Conte (settembre 2019)

Al termine del suo post, il ministro che rassegnò le dimissioni a fine dicembre per le poche risorse destinate alla scuola nella Legge di Bilancio, chiama in causa il discorso di insediamento del premier Conte (settembre 2019).

‘Rafforzare l’offerta della formazione è un investimento strategico per il futuro della nostra società – affermò il Presidente del Consiglio – perché combatte le diseguaglianze sociali, che purtroppo si manifestano sin dai primi anni di vita, favorisce una più completa integrazione delle donne nella nostra comunità di vita sociale e lavorativa.

Per quanto riguarda la Scuola, occorre intervenire per migliorare la didattica, per contrastare la dispersione scolastica, concentrando i nostri sforzi sulla professionalità dei docenti, ai quali occorre garantire la giusta valorizzazione anche economica e in linea con quanto accade in altri Paesi europei.

Occorre, anche in questo contesto, contrastare il precariato attraverso lo strumento di concorsi ordinari e straordinari che riconoscano il valore dell’esperienza e nello stesso tempo valorizzino il merito, i meriti di chi con passione, con vocazione vuole dedicarsi a far crescere le prossime generazioni’.