La bozza delle nuove graduatorie provinciali e le relative tabelle di valutazione, scatenerà una marea di ricorsi?
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Gli scatti di anzianità spettano anche ai docenti precari della scuola. A decretarlo, per l’ennesima volta, è il tribunale. Anief ha vinto al Tribunale del Lavoro di Parma e ha ottenuto una nuova condanna a carico del Ministero dell’Istruzione per la discriminazione a discapito dei lavoratori precari, a cui non vengono riconosciuti gli scatti di anzianità.

Scatti di anzianità precari: perché il Miur ha torto

Perché il Miur viene condannato continuamente in tribunale per il rifiuto di riconoscere gli scatti di anzianità ai precari della scuola? Perché tale disposizione viola la Direttiva 1999/70/CE. Il lavoro svolto durante il precariato non differisce dal servizio di ruolo, per cui gli scatti di anzianità sono dovuti.

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Nella sentenza, infatti, si legge che si condanna il Ministero “al riconoscimento dell’anzianità di servizio e della progressione stipendiale maturate in ragione dei contratti di docenza a tempo determinato stipulati con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed alla conseguente corresponsione delle differenze retributive maturate secondo le previsioni dei CCNL di settore succedutisi nel tempo”. Anche la Cassazione si era pronunciata in proposito nel 2017.

Tutti i docenti hanno gli stessi diritti

A tutti i docenti vanno riconosciuti gli stessi diritti, anche ai precari. Pure Anief ribadisce il concetto, con le parole di Marcello Pacifico: “È ora di riconoscere pari diritti al personale precario direttamente nel contratto nazionale”.

Poi aggiunge: “Ci batteremo ai tavoli della contrattazione non solo per riconoscere la piena e integrale parità di trattamento stipendiale ai precari… ma anche per quanto riguarda il diritto ai permessi retribuiti, alle ferie e, per il personale precario docente e ATA con contratti a supplenza breve e saltuaria, per quanto riguarda il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti e al Compenso Individuale Accessorio”.