Riforma ordinamenti scolastici
Scuola, riforma ordinamenti scolastici in vista? Tre ipotesi da Scuola Democratica: l'innovativa, l'intermedia e la continuista

Nuove incertezze incombono sull’avvio del prossimo anno scolastico 2020/21: oltre a quelle legate alla definizione delle misure che dovranno essere adottate contro i possibili contagi da coronavirus (ancora non sono arrivate le linee guida da parte del Ministero), spunta la ‘grana’ elezioni a mettere a rischio la ripresa delle lezioni in presenza. L”election day‘, infatti, potrebbe essere fissato per il 20 e 21 settembre, rischiando così uno slittamento della riapertura delle scuole al 23 settembre.

Calendario scolastico 2020/1, rischio rinvio data inizio lezioni? I genitori parlano di ‘accanimento’ nei loro confronti

Come riporta il quotidiano ‘Repubblica‘ di oggi, sabato 13 giugno, i genitori parlano di ‘accanimento‘ nei loro confronti. Il comitato ‘Priorità alla scuola‘ chiede che si voti tra ottobre e novembre, annunciando una nuova mobilitazione nelle piazze per il 25 giugno all’insegna dello slogan: ‘Si apra la scuola a settembre in sicurezza e in presenza’.

Intanto, la coordinatrice della commissione istruzione per la Conferenza delle Regioni, Cristina Grieco, sottolinea che ‘posticipare l’avvio delle lezioni a dopo le elezioni sarebbe un messaggio molto brutto, significherebbe dire che la scuola viene dopo tutto il resto. Tutto questo non è accettabile, oltre al disagio che si creerebbe alle famiglie’.

Rientro a scuola: le ipotesi per l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021

Una delle ipotesi sarebbe quella di far partire le lezioni prima del voto e sospenderle dove saranno presenti i seggi: il che significherebbe aprire gli istituti per una settimana per poi chiuderli con un doppio giro di sanificazione necessaria per tutte le aule.

I Governatori, persa la battaglia sul voto prima di metà settembre, propongono che le lezioni possano iniziare per tutti il 14 settembre. In ogni caso, le scuole riapriranno il 1° settembre per quegli studenti che devono recuperare le insufficienze dell’anno scolastico che si è appena concluso. Insomma, continua a non esserci pace per la scuola.