Assunzioni scuola
Immissioni in ruolo e supplenze 2020/21: posti disponibili per docenti e ATA

Una delle novità del prossimo anno scolastico 2020/1 in merito alle immissioni in ruolo è la ‘fascia aggiuntiva‘ ai concorsi 2018. La novità interessa da vicino gli insegnanti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: sia per i posti comuni che di sostegno.

Come funzionerà? In sostanza, i docenti inseriti nelle graduatorie dei vincitori e negli elenchi aggiuntivi degli idonei potranno iscriversi alla ‘fascia aggiuntiva’: questo vale sia per i docenti inseriti a pieno titolo che con riserva. Vediamo più da vicino cosa cambierà nelle immissioni in ruolo per effetto dell’introduzione della fascia aggiuntiva.

Immissioni in ruolo 2020/2021: domanda di inserimento in fascia aggiuntiva, che cos’è e a cosa serve

I docenti inseriti nelle graduatorie e negli elenchi aggiuntivi concorso ordinario 2016 potranno presentare una domanda: infatti, l’istanza servirà ad inserirsi in una fascia aggiuntiva ai rispettivi concorsi 2018. Per altro, l’inserimento potrà avvenire anche in un’altra regione per aumentare le proprie possibilità di assunzione. Tuttavia, sarà possibile scegliere, però, una sola regione.

Per quanto riguarda le immissioni in ruolo, queste si svolgeranno, come di consueto, per il 50% da Gae e 50% da graduatorie concorsuali. Di queste graduatorie, potrà far parte anche la fascia aggiuntiva.

Novità fascia aggiuntiva concorsi 2018: cosa cambierà per i docenti interessati

Pertanto, i docenti delle graduatorie concorso 2016 potranno concorrere alle immissioni in ruolo nella propria regione; oltre a questo potranno partecipare alle assunzioni in un’altra regione (dietro domanda di inserimento in fascia aggiuntiva).

La partecipazione sarà subordinata allo scorrimento delle graduatorie 2016 e 2018 di quella determinata regione. In più, potranno partecipare anche all’altra procedura novità di quest’anno, ovvero la ‘chiamata veloce‘. Proprio oggi, 15 giugno, i sindacati avranno un confronto di approfondimento con il Ministero dell’Istruzione in merito alla questione.