Unione degli Universitari
Unione degli Universitari

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa UDU, l’Unione degli Universitari a proposito del rientro presso le sedi universitarie a partire da settembre. Ecco di seguito il contenuto integrale del comunicato.

UDU, a settembre la didattica universitaria deve ripartire: “No a un sistema a due velocità”

In questi giorni assistiamo al dibattito riguardo il rientro in scuole e università a settembre, diviso tra il proseguimento della didattica a distanza, il rientro in presenza o modalità “blended” di didattica mista. Da parte del Ministero è sopraggiunta la concessione della massima autonomia agli atenei, che quindi potranno decidere da sé come riprendere tutte le attività nella cosiddetta fase 3.

“Il punto è che non ci devono essere disuguaglianze o disparità di trattamento – spiega Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari – Gli atenei devono considerare l’importanza della didattica in presenza per recuperare la piena attività e coinvolgimento di studenti e studentesse. Non possiamo dare vita a un sistema a due velocità per il quale chi è in sede può seguire le lezioni e chi è distante o ha maggiori problemi economici deve accontentarsi delle lezioni online, rischiamo di generare dannose disparità.”

“Ovviamente è necessario rispettare tutte le norme sul distanziamento sociale e garantire la sicurezza per tutti da un punto di vista sanitario – continua Gulluni – Ma in questo caso è necessario un piano straordinario di investimenti per gli atenei per ampliare i propri spazi e permettere di seguire le lezioni in presenza a più studenti possibili, o ad esempio può essere utile studiare un piano condiviso con l’ANCI e con i Comuni per utilizzare alcuni spazi comunali finché continua l’emergenza sanitaria.”

“Più di ogni altra cosa abbiamo bisogno di certezze – conclude Gulluni – In tantissimi studenti e studentesse stanno capendo in questo periodo se sarà possibile proseguire la loro carriera universitaria, se potranno continuare a sostenere la spesa dell’affitto nella città dove studiano, se potranno permettersi di vivere fuori sede o se saranno costretti a rientrare nelle proprie città di residenza. Da questo Governo pretendiamo risposte. Su un contributo per gli affitti degli studenti universitari, su un piano straordinario per abbassare la contribuzione studentesca, su un ampliamento delle borse di studio, sulla didattica del prossimo anno accademico. Quanto previsto dal Decreto Rilancio non è abbastanza, il Ministro Manfredi ci ascolti, nessuno deve essere lasciato indietro!”