Diplomati Magistrali, quale futuro in caso di sentenza sfavorevole dopo l'assunzione in ruolo

L’esclusione dei Diplomati Magistrali dalle procedure di assunzione sui posti Quota 100, aveva generato malcontento tra gli interessati, destando anche preoccupazioni.

Potranno invece partecipare alle immissioni in ruolo se si dovessero trovare in posizione utile all’interno delle graduatorie concorsuali (relativamente al concorso ordinario del 2016 e di quello straordinario del 2018).

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Potranno inoltre essere assunti a tempo indeterminato i Diplomati Magistrali che si trovassero inseriti, seppur con riserva, nelle Gae. L’assunzione avverrà però ovviamente anch’essa con riserva, con la presenza dunque nel contratto della solita clausola rescissoria qualora arrivasse sentenza di merito negativa.

Il ‘salvagente’ per i Diplomati Magistrali

Alla luce di tutto ciò si pone il solito problema che negli ultimi anni si è posto: cosa accadrebbe a quei Dm, in ruolo con riserva, che potrebbero vedersi arrivare, ad anno scolastico iniziato, esito negativo al ricorso?

Negli ultimi 2 anni era stato previsto un apposito “salvagente” che, per ragioni di continuità, permetteva loro di concludere l’anno scolastico al 30 giugno, non vedendosi dunque licenziare in tronco.

Ma quale sarà invece la sorte per il prossimo anno scolastico? Il DL 126/2019 convertito nella Legge 159/2019 ne sancisce espressamente la continuità didattica, proteggendo, almeno per quanto riguarda l’anno scolastico in cui intercorrerebbe l’esito sfavorevole del ricorso, i Diplomati Magistrali e permettendo loro di conservare il posto almeno fino a chiusura delle attività didattiche.

Ricordiamo poi che la decadenza del contratto di lavoro a tempo indeterminato, in ogni caso, verrà eseguita entro 15 giorni dalla data di notificazione del provvedimento giurisdizionale al Miur.