Professori senza cattedra
Professori senza cattedra

Ecco di seguito il comunicato stampa giunto in redazione in merito alla manifestazione che avrà luogo il prossimo giovedì 25 giugno alle 18:00 in P.zza Chanoux (AO).

La protesta dei “Professori senza cattedra”: ore 18:00, P.zza Chanoux ad Aosta giorno 25 giugno

Aosta – I “Professori senza cattedra” riscendono in Piazza Chanoux il prossimo 25 giugno alle h.18 insieme al Coordinamento nazionale precari della scuola (CNPS). Tale manifestazione si svolgerà anche in altre 40 città italiane come Firenze, Roma, Trento, Genova, Reggio Emilia, Napoli, Taranto e tante altre.

I docenti non hanno ancora avuto risposte in merito alle numerose problematiche concernenti la scuola e per questo è quanto meno necessario portare nuovamente alla luce le questioni irrisolte che affliggono tutti i protagonisti del mondo scolastico: gli studenti insieme alle loro famiglie e i docenti.

A gran voce evidenziano nuovamente che la tutela degli alunni e delle loro famiglie non deve prescindere dalla stabilizzazione del precariato storico della scuola. È ormai un dato certo che a decorrere dal 1° settembre la “supplentite” toccherà numeri mai visti, senza contare che, oltre alle cattedre che dovranno essere assegnate sui posti vacanti e vuoti, bisognerà prevedere una riduzione del numero di alunni per classe e, di conseguenza, un potenziamento di organico per garantire il distanziamento e le misure di sicurezza nelle classi.

Se non verranno ripensati i numeri degli organici si rischierà nuovamente il ricorso alla DAD, una soluzione che va bene solo per tamponare l’urgenza perché ‘il contatto e la presenza fisica dell’altro rimangono una dimensione relazionale insostituibile’.

Poco si è detto inoltre riguardo alle famiglie dei ragazzi disabili, coloro che più hanno patito il periodo DAD. Queste famiglie si sono sentite completamente abbandonate a gestire una didattica online difficile da applicare: basti pensare ad esempio agli studenti con disabilità intellettiva e relazionale che non hanno avuto alcun tipo di supporto adeguato aggravando così una situazione già compromessa.

Altro punto che si somma alle questioni appena citate è relativo all’organizzazione del rientro a scuola per il quale sembrano previste due fasi: la prima dal 1° al 14 settembre in cui si ipotizza il recupero degli apprendimenti e la seconda fase che è quella del rientro in presenza dal 14 settembre. Qualche dubbio al riguardo sorge: da chi verranno svolti tali recuperi? Come potrà essere fattibile il recupero di 4 mesi in sole due settimane? E ancora, saranno in presenza o attraverso la DAD? Troppe domande e poche risposte.