Riapertura scuole, servono più docenti e personale Ata

Riapertura scuole a settembre che si preannuncia decisamente problematica. A lanciare l’SOS molti dirigenti scolastici che continuano a sottolineare le gravi difficoltà a cui si andrà incontro. Un articolo firmato da Corrado Zunino su ‘Repubblica’ (oggi, 17 giugno) raccoglie le testimonianze di alcuni presidi.

Riapertura scuole, allarme presidi: ‘Servono più docenti e personale Ata’

‘Se non vedremo nuovi docenti, gli alunni di elementari e medie avranno metà della didattica a cui sono abituati’. Questa la denuncia della dirigente dell’Istituto comprensivo Ennio Quirino Visconti di Roma. ‘Abbiamo provato a simulare l’orario settimanale con gli insegnanti attuali e gli spazi a disposizione – ha affermato la dirigente Rossana Piera Guglielmi. ‘Un disastro. Ci entrano metà ore, sia alle elementari che alle medie. Alle elementari, chi conosceva il tempo pieno sino alle 16,30, dovrà tornare a casa a mezzogiorno. Rischiamo che una generazione, soprattutto i più piccoli, apprenda saperi fondamentali in maniera sommaria’. Oltre ai docenti, ci sarà bisogno anche di nuovi bidelli, anche qui almeno il doppio.

Linee guida Ministero dell’Istruzione non risolveranno i problemi

Il problema è che le linee guida che il Ministero dell’Istruzione pubblicherà probabilmente entro una settimana non parleranno di metri quadrati o di rapporto alunni-docenti. Includeranno i patti territoriali, gli accordi col Terzo Settore e la rimodulazione degli orari. 

Preside di un istituto di Modena: ‘Di quanti docenti avrei bisogno? 25’

Daniele Barca, dirigente dell’Istituto comprensivo Mattarella di Modena, ha già anticipato di voler usare i docenti di sostegno per pezzi di classe: inoltre, quattro docenti di potenziamento verranno richiamati su discipline curriculari. ‘Di quanti docenti avrei bisogno? 25. Di certo, con un corpo insegnante anziano, l’ampliamento dell’orario non è fattibile’.

La preside di un liceo: ‘Spezzeremo le classi in 2 gruppi: in aula i ragazzi più fragili, a casa chi è più preparato’

Altra questione particolarmente criticata è quella delle lezioni ‘all’aperto’ o in luoghi alternativi come musei, cinema e teatri. Giuseppina Princi, preside del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria: ‘L’ipotesi di lezioni nei parchi e di beni comuni da sfruttare è poco concreta in questa città. Così, spezzeremo le classi in 2 gruppi – spiega – in presenza ci saranno i ragazzi più fragili. A casa quelli più preparati. La prima mezz’ora sarà dedicata a chi sarà in classe. La seconda a chi è lontano’. Una conclusione amara, quella della preside della scuola calabrese, che afferma: ‘Servirà fantasia, o meglio, serviranno i salti mortali’.