Riapertura scuola, Renzi: 'Altro che banchi a rotelle, i soldi li avrei spesi così'

La questione riguardante la riapertura delle scuole continua ad alimentare il dibattito politico. Più volte, Matteo Renzi, è intervenuto a favore della riapertura anticipata delle scuole, andando contro corrente rispetto alle misure restrittive prese dal governo Conte: misure che hanno sancito la definitiva chiusura ‘anticipata’ delle scuole, almeno dal punto di vista della ‘presenza’, per l’anno scolastico 2019/20. 

Riapertura scuole, Matteo Renzi: ‘Chi può mi scriva le proprie opinioni, ci tengo: mi piacerebbe capire di più’

L’ex Presidente del Consiglio non si arrende e continua a difendere la propria opinione, nonostante le notizie poco rassicuranti provenienti da altri Paesi dove le scuole sono state già riaperte. Anche nelle sue e-news di oggi, Renzi è tornato sull’argomento: ‘Dovunque vada, incontro persone che mi chiedono ‘Perché non avete riaperto prima le scuole?’. A me sembra di sognare, ricordando come sono stato trattato quando qualche mese fa ho chiesto su Avvenire di ripartire proprio dall’educazione. Ero l’unico che chiedeva di riaprire e ho ricevuto critiche – ha sottolineato l’ex premier – in alcuni casi anche dagli amici del popolo delle enews. Mi piacerebbe capire di più. Studenti, genitori, professori: chi può mi scriva le proprie opinioni sulla situazione della scuola. Ci tengo, per me questa è la sfida più grande.’

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Appello di Renzi a studenti, genitori e docenti

Dunque, l’ex leader del Partito democratico si rivolge agli studenti, ai genitori e ai docenti per conoscere le loro opinioni in merito alla scuola. L’appello ai docenti suona quasi come un tentativo di riconciliarsi con un mondo che ha duramente osteggiato la sua riforma Buona Scuola: il personale della scuola, poi, ha rivestito un ruolo molto importante nella caduta del suo governo. Sembra un paradosso: nel 2015, la scuola organizzò uno degli scioperi più eclatanti della sua storia contro la Buona Scuola ma il governo Renzi, in quell’occasione, non prestò orecchio a quel forte grido, finendo per portare ugualmente a termine l’iter parlamentare della riforma scolastica più odiata di sempre. Ora, però, Renzi vuol conoscere l’opinione della scuola: non è difficile immaginare il perché.