sentenza precari personale ATA
Personale ATA, Miur condannato a pagare 100mila euro ad un ex precario

Il Ministero dell’Istruzione è stato condannato a pagare 100mila euro ad un ex precario ATA della scuola, adesso in pensione. Il Tribunale di Roma ha emesso la sentenza n. 3326 lo scorso 16 giugno 2020, prevedendo il pagamento a titolo di differenze retributive, TFR e di risarcimento danni.

Miur condannato al risarcimento precario Personale ATA

Il caso preso in esame dal Tribunale, era quello di una lavoratrice ATA, assunta presso la segreteria di una scuola di Roma con contratti di Collaborazione Coordinata e Continuativa (co.co.co.) dal 2001 al 2017, data in cui è andata in pensione. L’ex precaria, ha richiesto il pagamento di tutte le differenze retributive maturate, la ricostruzione della carriera contributiva, il TFR e il risarcimento del danno per l’ingiustizia subita. Ad assisterla, gli Avvocati Annamaria Zarrelli e Chiara Samperisi.

La sentenza

Il Tribunale di Roma ha accolto totalmente la richiesta della dell’ex precaria appartenente al personale ATA della scuola. Il Miur è stato condannato al pagamento per un totale di circa 100.000 euro. Una sentenza sicuramente esemplare, che si aggiunge ad altre recenti. Il Tribunale, fra le altre cose, ha scritto:

Alla riqualificazione dei rapporti, consegue pertanto sia il diritto della parte ricorrente alla ricostruzione della posizione contributiva previdenziale, sia il diritto alla percezione di quegli emolumenti che avrebbe dovuto ricevere in via ordinaria, qualora il rapporto fosse stato correttamente qualificato come rapporto di lavoro subordinato sin dalle origini (ovvero, oltre che delle differenze per retribuzione ordinaria, anche della tredicesima mensilità, degli accantonamenti TFR, nonché del compenso individuale accessorio previsto dall’art. 82 CCNL Comparto Scuola per il personale ATA assunto a tempo indeterminato e a tempo determinato)”.