Riapertura scuole news 10 luglio: esito nuovo confronto Ministero Istruzione-sindacati

Come si tornerà a scuola a settembre? Finalmente è pronta la bozza delle Linee guida del Ministero dell’Istruzione concordata con le Regioni. Il capo della task force del Miur, Patrizio Bianchi ha espresso la propria soddisfazione parlando di bozza ‘ispirata ai principi di autonomia, flessibilità e semplificazione’. Vediamo in dettaglio quali saranno le regole da osservare con la riapertura delle scuole.

Linee guida Ministero Istruzione su riapertura scuole: la bozza

Nella bozza di parla di turni giornalieri o settimanali e di riorganizzazione delle classi con una suddivisione in più parti; inoltre sono previste lezioni per gruppi di studenti di classi diverse (e anche di anni diversi), riunificazione di materie simili per spiegazioni comuni. 

Si legge in particolare: ‘L’Autonomia scolastica, introdotta nell’Ordinamento nazionale più di venti anni orsono, strumento privilegiato per elaborare una strategia di riavvio dell’anno scolastico che risponda quanto più possibile alle esigenze dei territori di riferimento nel rispetto delle indicazioni sanitarie sopra riportate’.

‘Il Regolamento 8 marzo 1999, n. 275, recante Norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche, conferisce alle istituzioni medesime la possibilità di costruire percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli alunni, attraverso la definizione di precisi ambiti di intervento organizzativo.’

Riapertura scuole all’insegna dell’Autonomia scolastica

‘Pertanto in questo contesto resta ferma l’opportunità per le istituzioni scolastiche di avvalersi delle ulteriori forme di flessibilità derivanti dallo strumento dell’Autonomia, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio, che contemplino, ad esempio: 

– una riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento

– l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso

– una frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici; 

– per le scuole secondarie di II grado, una fruizione per gli studenti, opportunamente pianificata, di attività didattica in presenza e didattica digitale integrata, ove le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentano; 

– l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, ove non già previsto dalle recenti innovazioni ordinamentali; 

– l’estensione del tempo scuola settimanale alla giornata del sabato, ove non già prevista, su delibera degli Organi collegiali competenti.’

Diverso frazionamento del tempo di insegnamento, estensione del tempo scuola al sabato

Le istituzioni scolastiche avranno cura di garantire, a ciascun alunno, la medesima offerta formativa, ferma restando l’opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività educative o formative parallele o alternative alla didattica tradizionale.

Gli strumenti di autonomia didattica e organizzativa previsti dagli artt. 4 e 5 del DPR n. 275/99 possono consentire un diverso frazionamento del tempo di insegnamento, più funzionale alla declinazione modulare del tempo scuola anche in riferimento alle esigenze che dovessero derivare dall’effettuazione, a partire dal 1° settembre 2020 e in corso d’anno 2020-2021, delle attività relative ai Piani di Apprendimento Individualizzati (PAD e ai Piani di Integrazione degli Apprendimenti (PIA) di cui all’OM 16 maggio 2020, n. 11. 

A scuola anche gli studenti ‘bravi’ dal 1° settembre ‘se positivamente orientati al consolidamento dei contenuti didattici e delle competenze maturate’ 

Con particolare riferimento alle attività da porre in essere a vantaggio degli alunni ammessi all’anno scolastico 2020-21 con Piano di Apprendimento Individualizzato ed alle indicazioni della OM già richiamata, le istituzioni scolastiche hanno l’opportunità di coinvolgere a partire dal 1° settembre, in percorsi di valorizzazione e potenziamento, anche gli alunni che, pur non essendo esplicitamente destinatari di progetti finalizzati al recupero, siano positivamente orientati al consolidamento dei contenuti didattici e delle competenze maturate nel corso dell’a.s. 2019-2020, ferma restando la data ufficiale di inizio delle lezioni che sarà individuata e successivamente comunicata, per i diversi territori, dalle competenti Giunte regionali sulla base di quanto stabilito dall’ordinanza ministeriale attuativa dell’art. 2, comma 1, lettera a) del decreto legge 8 aprile 2020, n. 22 convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41. Tale programmazione sarà inserita nell’aggiornamento del Piano triennale dell’Offerta formativa per l’anno scolastico 2020-2021, nei termini già previsti dalla norma. 

Ingressi in aula scaglionati, mascherine dai 6 anni in su, banchi singoli

La bozza delle linee guida del Miur concordata con le Regioni prevede che gli ingressi in aula saranno scaglionati per gli studenti delle Superiori fino alle 10 con file ordinate e distanziate e attenzione all’uso dei mezzi pubblici fuori dagli orari di punta. Dai 6 anni in su saranno necessarie mascherine e i banchi saranno singoli.

Piano B in caso di lockdown: didattica a distanza

In caso di lockdown, scatterà il cosiddetto ‘piano B’: si ricorrerà alla didattica a distanza, ma le chiusure potranno essere selettive e la didattica organizzata in base a disposizioni in via di preparazione con una piattaforma per i contenuti didattici. Potranno comunque andare in classe gli alunni con disabilità e i figli di personale medico.

La questione dell’aumento di personale docente e ATA

Che cosa si farà, invece, per quanto riguarda l’aumento del personale, invocato a gran voce dai sindacati e dai partiti di maggioranza come Pd e Leu? Potrebbero arrivare degli insegnanti aggiuntivi in alcune scuole o, come scrive il Ministero dell’Istruzione, ‘in specifiche situazioni’, ma la decisione verrà presa più avanti quando saranno chiare le disponibilità di spazi e le criticità. C’è un miliardo da destinare al personale, anche perché con più spazi da gestire e più pulizie da fare, serviranno assistenti e bidelli.