Scuola, nuove linee guida Miur per il rientro: cosa cambia, la sintesi
Scuola, nuove linee guida Miur per il rientro: cosa cambia, la sintesi

Sono passate poche ore dalla diffusione della bozza del piano scuola 2020-2021, in cui sono indicate le principali linee guida per il rientro a scuola nel mese di settembre. Genitori, presidi e docenti non ci stanno e nessuno, secondo una prima lettura delle indicazioni da parte del ministero, sembra manifestare soddisfazione su quello che potrebbe attendere a docenti, ATA e alunni tra pochi mesi.

Scuola: cosa indica la bozza?

Ma quali sono le novità presentate nella bozza del Piano Scuola 2020-2021? Qui di seguito vi proponiamo l’elenco di alcune delle modifiche che potrebbero essere concretizzate a settembre: classi spezzettate in piccoli gruppi con alunni di età variegata, lezioni ridotte a 40 minuti e non più 60, lezioni trasversali volte all’accorpamento delle materie atte per risparmiare un po’ di ore.

Inoltre, la bozza prevede anche la didattica mista, ovvero, metà in presenza e metà a distanza. Questo varrà solamente per gli studenti delle scuole superiori. Tutte queste linee guida, non ancora vincolanti, hanno generato non poco malcontento nei confronti dei diretti interessati.

Le dichiarazioni di Costanza Margiotta sul Piano Scuola

La portavoce del comitato genitori Priorità alla scuola, Costanza Margiotta, ha dichiarato riguardo i cambiamenti contenuti nella bozza: “Il documento dice l’esatto contrario di quello che chiediamo. In questo modo il governo punta a scrollarsi di dosso ogni responsabilità facendo ricadere tutto sui presidi, ma non si rende conto che farà un danno enorme ai nostri ragazzi”.

La preoccupazione dei dirigenti scolastici

Come leggiamo dal Messaggero, anche i dirigenti scolastici hanno manifestati preoccupazione riguardo le linee guida della bozza, poiché su di loro peserà qualsiasi decisione che si prenderà. Alessandro Artini dell’Associazione nazionale presidi ha dichiarato: “Ognuno di noi dovrà cimentarsi in un gioco degli incastri ridisegnando spazi, composizione delle classi, turnazione dei ragazzi e degli insegnanti”. Il problema reale, a detta di Artini è che gli istituti non sono pronti ad affrontare da soli una simile situazione, anche perché mancano spazi e docenti.

Le osservazioni di Francesco Sinopoli

Sempre il Messaggero informa come critici siano anche i sindacati riguardo l’attuale situazione. Il segretario generale della Flc-Cgil, Francesco Sinopoli, ha osservato: “La prima impressione è che manca del tutto la premessa più importante, che è quella degli investimenti”. Le risorse ci sarebbero secondo Sinopoli, ma il vero problema è capire dove dirottarle e  “la scuola non può essere dimenticata”.