Riapertura scuole, Linee guida Ministero Istruzione: da settembre a casa per un raffreddore?

Riapertura scuole, è polemica per quanto riguarda alcune disposizioni contenute nelle Linee guida del Ministero dell’Istruzione, secondo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Infatti, nel documento si legge: ‘La precondizione per la presenza a scuola di studenti e di tutto il personale a vario titolo operante è: 

  • l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti; 
  • non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni; 
  • non essere stati a contatto con persone positive, per quanto di propria conoscenza, negli ultimi 14 giorni. 

All’ingresso della scuola NON è necessaria la rilevazione della temperatura corporea. Chiunque ha sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37.5°C dovrà restare a casa. Pertanto si rimanda alla responsabilità individuale rispetto allo stato di salute proprio o dei minori affidati alla responsabilità genitoriale.

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Linee guida Ministero dell’Istruzione, a casa se si è raffreddati? 

Secondo queste disposizioni, c’è il rischio che gli studenti possano perdere diversi giorni di scuola. A questo proposito, ‘Il Corriere della Sera’ ha intervistato il professor Luca Bernardo, Direttore della Pediatria del ‘Fatebenefratelli’ di Milano. Secondo il professor Bernardo, sarebbero ‘giorni inutilmente persi. Non ha senso tenere i bambini a casa per queste lievi indisposizioni. Potrebbero tranquillamente tornare in classe dopo un giorno di osservazione se non hanno febbre. Il lockdown li ha già danneggiati – sottolinea il Direttore della Pediatria del ‘Fatebenfratelli’ – Con queste indicazioni, c’è il rischio che passino un inverno puntellato di assenze’.

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Riapertura scuole, professor Bernardo al ‘Corriere’: ‘Si rischia un inverno pieno di assenze’

Se il bambino è raffreddato ma non ha febbre, può tornare a scuola facendo attenzione ad indossare la mascherina e a lavarsi le mani. Gli insegnanti possono aprire le finestre spesso, assicurando il ricambio dell’aria, ha dichiarato il professor Bernardo al ‘Corriere’. Il virus continuerà a circolare e non sarà il caldo a fermarlo: nonostante tutto, il rispetto delle misure di prevenzione ci permetterà di tenerlo sotto controllo. Il professor Bernardo, infine, sostiene l’importanza di vaccinarsi, soprattutto perché, in caso di febbre, escludendo i virus influenzali, i medici potrebbero essere aiutati a capire.