Comunicato UDU (Unione degli Universitari) su test d'ingresso medicina
Comunicato UDU (Unione degli Universitari) su test d'ingresso medicina

Il comunicato stampa UDU sulle misure destinate al diritto allo studio nel corso della pandemia Covid-19. Secondo l’Unione degli Universitari le linee guida presentate ddurante l’incontro con l’Agenzia Nazionale per il Diritto allo Studio Universitario rischiano di far perdere la borsa di studio a tanti studenti e studentesse.

UDU: Agevolazioni per il diritto allo studio nella pandemia insufficienti, serve fare di più!

Nell’ultima riunione dell’ANDISU, l’Agenzia Nazionale per il Diritto allo Studio Universitario, sono state lanciate le linee guida per far fronte all’emergenza Coronavirus, che rischia di far perdere la borsa di studio a tanti studenti e studentesse che non sono riusciti a dare tutti gli esami necessari perché saltati a causa della pandemia.

Le due soluzioni proposte per evitare che gli studenti debbano restituire la borsa di studio sono o l’assegnazione di un bonus di 5 CFU per tutti gli studenti borsisti ai fini del raggiungimento dei criteri di merito necessari, oppure l’istituzione di una doppia graduatoria a seconda che si sia raggiunto o meno il numero di CFU per il 10 agosto, scadenza nazionale per il mantenimento della borsa. Le linee guida rilasciate dall’ANDISU non sono vincolanti lasciano in ogni caso la scelta in capo alle regioni, e già alcune come Emilia Romagna e Umbria hanno optato per la scelta dei 5 CFU bonus.

Dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari “Il bonus di 5 CFU non è per nulla sufficiente a fronteggiare la situazione d’emergenza, basti pensare che 5 crediti non costituiscono nemmeno un esame. Sembra piuttosto che attraverso l’utilizzo di un bonus fittizio si cerchi di arginare un problema reale che gli studenti hanno avuto durante la fase dell’emergenza.”

“Lo strumento del bonus per tutti può essere utile ma soltanto se innalzato – continua Gulluni – Chiediamo dunque alle regioni di fare di più, chiediamo infatti che i CFU bonus siano almeno 10, per garantire l’accesso al diritto allo studio per gli studenti colpiti dai problemi della pandemia. In alternativa resta sempre possibile l’eventualità di spostare la scadenza nazionale dal 10 agosto a settembre, per fare in modo che gli studenti possano maturare CFU anche durante la sessione di recupero di settembre.”

Conclude Enrico Gulluni: “I crediti bonus sono comunque soltanto un primo passo che serve ad arginare un problema attuale, per il futuro serve invece rivedere il sistema di finanziamento del DSU e nello specifico investire nel FIS per permettere a sempre più studenti di poter avere una borsa di studio e per evitare in futuro il ritorno degli idonei non beneficiari. Nessuno deve essere lasciato indietro!”