Esami di Stato in presenza: qualcuno si è chiesto quanti docenti dovranno spostarsi?
Esami di Stato in presenza: qualcuno si è chiesto quanti docenti dovranno spostarsi?

Domani 10 luglio si svolgeranno gli esami in presenza riservati ai privatisti (o candidati esterni). Alcuni docenti dovranno quindi tornare a scuola per espletare tale importante operazione, in quanto i candidati se supereranno l’ostacolo dell’esame di idoneità potranno svolgere regolarmente l’esame di Stato nel mese di settembre.

Candidati esterni: tutto pronto per gli esami di idoneità

Come riporta Orizzonte Scuola, il ministero dell’istruzione ha fissato, con opportuna ordinanza, le date per gli esami integrativi, di idoneità, preliminari e sessione straordinaria degli esami di stato. L’ordinanza del 16 maggio ha indicato come prescrittiva la data del 10 luglio, divenuta “derogabile” in quella del 27 giugno.

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È da precisare, tuttavia, come diversi istituti scolastici avessero già fissato le date per gli esami, organizzato la presenza degli insegnanti, convocato i candidati e fissato i turni per il personale ATA. Di conseguenza, alcune scuole svolgeranno comunque l’adempimento. Riguardo il protocollo di sicurezza risulta essere ancora vigente lo stesso usato per gli esami di stato svolti lo scorso giugno. Per i docenti impegnati negli esami di cui parliamo in questo articolo, costoro potranno godere delle ferie solo al termine dell’adempimento.

Riapertura scuole: la questione del distanziamento

Per i dirigenti delle scuole italiane non c’è un attimo di pace in questo periodo. Come informa il Fatto Quotidiano, la questione del distanziamento sociale non è ancora risolta. Nelle linee guida presentate dal ministro dell’istruzione Lucia Azzolina si parla di distanziamento fisico inteso come un metro fra le rime buccali degli alunni.

Tuttavia, i presidi hanno diversi dubbi su come agire riguardo l’opportuna lontananza da garantire tra uno studente e l’altro: essa deve essere statica o dinamica? Una domanda di non secondaria importanza che, a seconda della risposta, prevede un determinato modo di utilizzare gli spazi disponibili. Secondo il presidente ANP Antonello Giannelli, al più presto dovrà giungere una risposta, poiché “secondo una stima fatta sulla base dei dati forniti dalla ministra Azzolina ad oggi mancherebbero 40mila aule”.