Graduatorie Provinciali e valutazione titoli

La querelle degli ultimi giorni si sta incentrando sulla valutazione dei titoli in vista dell’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali. In particolare a far discutere è, nell’ambito della scuola primaria, l’enorme divario di punteggio che, stando anche alle ultime versioni di bozza dell’imminente Ordinanza Ministeriale, intercorrerebbe tra il diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 e la laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Se da un lato infatti ai possessori del Diploma Magistrale sono stati tolti 6 punti, dall’altro ai laureati Sfp sono stati aggiunti ben 60 punti.

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L’importanza della valorizzazione del titolo di laurea

Premesso che è corretto attribuire un punteggio superiore a chi possieda il titolo di laurea rispetto al diploma, e ciò sarebbe corretto in qualsiasi ambito lavorativo, meno comprensibili sono invece le valutazioni che hanno condotto il MIUR a prevedere un punteggio così elevato a favore del titolo di studio degli insegnanti Sfp.

Poiché una laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria consta di 5 anni accademici, attribuire loro 60 punti significa valutare ogni anno accademico 12 punti. Stesso punteggio che da sempre viene attribuito ad un anno di servizio.

Ma davvero un anno accademico, che non è altro che un anno di studio e preparazione teorica, può essere equiparato ad un anno di servizio? È evidente come un’attribuzione di punteggio di questo tipo faccia acqua da tutte le parti, essendo priva di una valutazione ponderata.

Non dimentichiamo infatti che lo stesso parere del CSPI è stato dubbioso circa proprio quella che parrebbe essere la tabella di valutazione dei titoli, auspicando che il MIUR possa prendere in considerazione i rilievi effettuati apportando le dovute modifiche.

Diplomati Magistrali ancora una volta danneggiati

A farne le spese, ovviamente, se l’ordinanza fosse pubblicata in questo modo, sarebbero ancora una volta i Diplomati Magistrali, i quali pur avendo alle spalle molti anni di servizio e quindi, se vogliamo, spesso anche più esperienza rispetto a molti Sfp, si vedrebbero in alcune province scavalcati da questi ultimi.

Insomma, i DM ancora una volta, dopo essersi più volte visti sfumare il sogno della stabilizzazione, verrebbero per l’ennesima volta beffeggiati, quasi a rappresentare una categoria scomoda di insegnanti. Con l’unica colpa di aver conseguito un titolo abilitante all’insegnamento ma non sufficientemente abilitante per il ruolo, e chissà se continuerà ad esserlo in futuro anche per le supplenze, continuando su questa linea.

Senza contare infine che una tale situazione potrebbe dar adito a continui contenziosi nelle aule di tribunale, non giovando al sistema scolastico ma sicuramente volto a far valere diritti più volte calpestati.