Scuola, mobilità 2020/1 ultime notizie: arriva l''esercito' della 104, docenti immobilizzati in rivolta
Scuola, mobilità 2020/1 ultime notizie: arriva l''esercito' della 104, docenti immobilizzati in rivolta

Nuovo anno scolastico, vecchie problematiche come quelle dell’auspicato ritorno al Sud dei docenti di origine meridionale, costretti a prestare servizio nelle scuole del Nord: problematiche, se vogliamo usare questo termine, che riguardano anche la giustissima Legge 104, quella che permette a soggetti in particolari condizione di salute o che hanno parenti bisognosi di assistenza di avere la precedenza sugli altri. Il problema, però, è che in più di una circostanza una Legge giusta si trasforma in un’occasione per fare i ‘furbetti‘ a scapito non solo di coloro che hanno davvero bisogno ma anche di chi avrebbe, sulla carta, il diritto di tornare al proprio luogo di origine.

Mobilità docenti 2020/2021 e legge 104/92: l’hashtag #adottaundocenteimmobilizzato-titolarefuorisede diventa virale

Ne ha parlato ‘Il Sole 24 ore‘ di quest’oggi, lunedì 13 luglio, menzionando un hashtag che sta diventando molto popolare in questi giorni ovvero #adottaundocenteimmobilizzato-titolarefuorisede.

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Difficilissimo tornare al Sud, soprattutto per gli insegnanti di infanzia e primaria delle province di Caserta, Agrigento, Trapani, Palermo e Napoli.

docenti immobilizzati hanno avviato una campagna di sensibilizzazione e sono pronti a scendere in piazza in quanto la situazione è diventata insostenibile. C’è chi spera che vengano effettuati maggiori controlli sulle certificazioni e sugli attestati: ‘Si faccia un protocollo con la Guardia di Finanza’, è stato proposto. 

Su 247 posti alla primaria in Sicilia, 204 sono andati a docenti con certificato ex legge 104/92. Si tratta dell’82,5 per cento, in alcuni casi si è toccato il 100 per cento. 

‘Così non c’è partita, la situazione del docenti fuori sede è al massimo della criticità’

Doriana D’Elia del coordinamento docenti immobilizzati ha dichiarato al ‘Sole 24 ore’: ‘Così non c’è partita. Dalle tabelle si evince chiaramente l’incidenza cronica dell’utilizzo delle precedenze per avvalersi del trasferimento interprovinciale sia sui posti comuni che di sostegno. La situazione di docente di fuori sede a oggi è talmente critica che persino i nuovi concorsi pongono il rischio di creare altri fuori sede ed esasperare animi già stremati. Per questo occorre ristabilire un ordine meritocratico nella scuola che vede la mobilità interprovinciale quale atto primario e prodromico rispetto ai titolari di nuova nomina’.