Dl Rilancio, De Cristofaro:
Dl Rilancio, De Cristofaro: "Cambiare norma su licenziamenti dei docenti supplenti e del personale Ata precario"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa pervenutoci direttamente dalla segreteria del Sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro a proposito delle sue dichiarazioni di dissenso a proposito del licenziamento senza indennizzo per i docenti e il personale Ata assunti a tempo determinato in caso di nuovo lockdown.

Dl Rilancio, De Cristofaro “Cambiare la norma sui licenziamenti dei docenti supplenti e del personale Ata precario in caso di nuovi lockdown”

“La norma inserita in fase di conversione del Decreto Rilancio che prevede, in caso di nuovi periodi di lockdown o comunque di sospensione dell’attività in presenza, il licenziamento senza indennizzo per i docenti e il personale Ata assunti a tempo determinato per garantire condizioni di sicurezza in vista del ritorno a scuola a settembre, è sbagliata e crea condizioni di ingiustizia, certamente per il personale, ma anche per studentesse e studenti”.

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Lo scrive in una nota il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe de Cristofaro, in riferimento alla norma del Dl Rilancio approvata pochi giorni fa in prima lettura alla Camera. “Prevedere il licenziamento senza indennizzo per le docenti, i docenti e il personale Ata supplente – prosegue De Cristofaro – oltre a rappresentare un’evidente ingiustizia e disparità e un aspetto punitivo nei confronti di professori e collaboratori che contribuiscono con il loro lavoro a garantire il funzionamento del nostro sistema di istruzione, creerebbe condizioni fortemente negative per il percorso formativo delle classi in cui andrebbero a operare i docenti licenziati. 

In caso di periodi anche limitati di lockdown o sospensione, infatti, le studentesse e gli studenti si troverebbero a vivere un anno scolastico con una docente o un docente nella prima fase in presenza, un accorpamento ad altra classe nel periodo di didattica a distanza e, in caso di ritorno in aula, la presenza di un nuovo professore supplente per l’ulteriore periodo in classe. Una condizione, appare evidente, ben lontana dal concetto di continuità didattica e, in generale, dalla qualità dell’offerta formativa che la scuola pubblica deve garantire”.

“Bisogna intervenire – conclude De Cristofaro – per modificare questa norma che rappresenta un danno per la scuola e un inutile accanimento verso le docenti, i docenti e i collaboratori precari, proprio coloro del cui lavoro avremo particolare bisogno per garantire il ritorno in classe in sicurezza”.