Autocertificazione Covid-19 per la scuola: la nuova Faq del Ministero
Autocertificazione Covid-19 per la scuola: la nuova Faq del Ministero

Ultime notizie 14/7 sulle Graduatorie provinciali supplenze – Il palcoscenico degli aspiranti lavoratori della scuola (docenti e ATA) diventa sempre più ampio, nonostante vadano oramai in pensione le tanto care Mad. Il calderone si allarga e il tema del precariato, sovente combattuto con qualsiasi strumento da tutti i partiti politici, oggi inesorabilmente torna alla ribalta. Arriva sulla scena politica con naturalezza e spontaneità quasi impressionante.

500 mila precari sulle griglia di partenza: le Mad vanno in pensione e lasciano il posto alle nuove GPS

I numeri del personale docente e ATA coinvolti nell’arco di ogni anno scolastico crescono a dismisura nonostante cambino le modalità per l’arruolamentoa termine‘. Di precariato spesso si muore, infatti, alcuni di loro nel tempo sono entrati nei ruoli dello Stato l’anno precedente alla loro quiescenza e i paradossi continuano ad esistere, purtroppo solo nel nostro Bel Paese.

L’Europa condanna l’Italia oramai da molti anni per l’abuso dei contratti a termine e il Governo cosa fa? Si premura a normare la precarietà, cercando di fissare le regole per un ingresso nel mondo del lavoro a tempo determinato con una modalità nuova, rispettando il merito e valutando i titoli posseduti per una posizione più vantaggiosa in classifica. Chissà quanti anni si dovrà giacere dentro questi elenchi di semplici nominativi, non avendo mai un lavoro assicurato e continuativo?

Addio alle Mad: facciamo pulizia e cerchiamo di dare al merito la giusta funzione

Cambia l’acronimo ma la sostanza è sempre quella: dalle Mad (Messa a disposizione) si passa alle GPS. Si tenta di sistemare qualcosa di confuso e assolutamente poco trasparente in cui la parzialità e gli interessi personali in questi ultimi anni l’hanno fatta da padrona, a volte (direi spesso) creando non poche perplessità tra gli addetti ai lavori.

Le Mad vanno in pensione e salgono alla ribalta le nuovissime GPS, dicevamo. Le graduatorie provinciali per le supplenze rappresenteranno per il prossimo futuro della scuola una palestra per molti aspiranti insegnanti per fare la loro meritata ‘gavetta‘. La nuova modalità predisposta dal governo in parte ha riparato le falle dell’eccessiva discrezionalità dei dirigenti, di quell’ordine ‘troppo’ sparso a cui si è assistito fino a poco tempo fa; in parte però è autentico il rischio che qualcuno (in effetti saranno tanti) moriranno di precariato istituzionalizzato.

Graduatorie provinciali supplenze, Pacifico: “Titoli di studio come si fa in borsa con il mercato dei titoli economici

Dei numeri, presunti o veri che siano, dei candidati che chiederanno il loro inserimento nelle nuove GPS, ne parla il Presidente nazionale del sindacato Anief. Ecco cosa dichiara Marcello Pacifico in tal senso: “Non si può giocare con i titoli di studio come si fa in borsa con il mercato dei titoli economici: per noi è importante non violare il principio di affidamento, come non cambiare, se non in modo chiaro, le linee di indirizzo che hanno portato alla valutazione delle graduatorie di Stato. E includere tutti i candidati che ne hanno diritto, come previsto dalle direttive UE”.

Critiche da parte dell’Anief sulle tabelle di valutazione titoli

Una critica nei confronti delle nuove GPS viene mossa in queste ore anche da altri sindacati e dagli stessi soggetti che andranno a rinfoltire i nuovi elenchi provinciali dei precari. Si mettono in discussione le tabelle di valutazione dei titoli necessari a formare le graduatorie stesse. Su questo argomento Pacifico è chiaro: “Le graduatorie che si basano sulle tabelle di valutazione dei titoli in corso di aggiornamento rispetto a quanto inizialmente detto dall’amministrazione. Nella prima versione, ad esempio, le abilitazioni non erano valutate, ma ora, anche grazie all’intervento dell’Anief, sembra che comportino dei punteggi. Bisogna ora capire le regioni che hanno portato il ministero dell’Istruzione a cambiare la valenza su altri titoli, che da tredici anni veniva considerata in un certo modo”.