Il Pd e la scuola
Scuola, il PD torna alla carica dopo flop #buonascuola Renzi: ecco gli obiettivi

Il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti e la responsabile Scuola del partito Camilla Sgambato hanno tenuto un incontro in videoconferenza assieme ai rappresentanti della dirigenza scolastica e ai sindacati della scuola. Zingaretti ha affermato: “Riaprire la scuola, tutta e in piena sicurezza, diventi la priorità assoluta di tutto il Governo da affrontare subito”.

Scuola: l’appello di Zingaretti

Nicola Zingaretti ha rivolto un “forte appello” al governo. Il segretario Pd è partito dal presupposto che non sia possibile la riapertura delle scuole a settembre senza il coinvolgimento di tutti i soggetti principali. Tra questi Zingaretti ha menzionato i docenti, i dirigenti scolastici, gli impiegati amministrativi e gli studenti.

Pertanto, Nicola Zingaretti ha chiesto che già a partire da questa settimana il governo “apra un confronto indispensabile con questi mondi sui protocolli di sicurezza”, che dovranno essere condivisi con il ministero della Salute e con la comunità scientifica e “sulla certezza per le risorse messe a disposizione, con i relativi stanziamenti, da parte del ministero dell’Economia e dell’Istruzione”.

La possibile apertura di un tavolo Scuola’

Nicola Zingaretti ha auspicato l’apertura di un tavolo Scuola 2020/2021 coinvolgente vari ministeri, oltre al MIUR, ovvero: Trasporti, Economia, Salute e la conferenza delle regioni. Zingaretti ha proposto, dunque, un “luogo comune” dove possa essere delineato il processo di riapertura nel pieno della sicurezza. Zingaretti ha dichiarato che la scuola è il futuro dell’Italia e pertanto merita tutta l’attenzione possibile.

Saranno legalizzati anche i docenti non laureati?

Come leggiamo dall’Agenzia Agi, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina avrebbe intenzione di introdurre nella scuola post-Covid mono-banchi e docenti non laureati. In poche parole, nel prossimo futuro, potremo vedere in cattedra studenti che non hanno ancora completato la loro formazione universitaria.

Al riguardo, Lucia Azzolina ha chiarito: “Credo che questo paese debba assolutamente dare la possibilità ai giovani di lavorare, se vanno all’estero ci lamentiamo, se restano a casa ci lamentiamo”. Ha poi aggiunto che tutto ciò faciliterà il lavoro delle segreterie che non dovranno più occuparsi delle messe a disposizione.